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Vuoi diventare astronauta? Ecco i requisiti richiesti dalla Nasa

Bisogna essere cittadini Usa, essere laureati in materie Stem. E sottoporsi a una dura preparazione lunga due anni

di Leopoldo Benacchio

Spazio, l'astronauta Luca Parmitano è rientrato sulla Terra

Bisogna essere cittadini Usa, essere laureati in materie Stem. E sottoporsi a una dura preparazione lunga due anni


4' di lettura

Il prossimo piede umano che toccherà il polveroso suolo lunare sarà di una donna, il secondo sarà del suo compagno di viaggio. La Nasa ha appena annunciato l’assunzione definitiva di una nuova classe di astronauti, selezionati nel 2017, e il gruppetto è praticamente paritario come genere, e già ne cerca altri e altre, per la seconda parte del decennio. Le domande sono presentabili fino al marzo prossimo, ma occorre essere cittadini Usa.

Molta enfasi sulla parità di genere, anche perché, ricordiamolo, gli Usa un po' misogini all'inizio della corsa spaziale negli anni' 60 del secolo scorso lo sono stati.

L’esempio dei “magnifici 7”
I famosi “magnifici 7” delle prime missioni americane Mercury, 1958-63, erano tutti uomini, che peraltro furono sottoposti a una preparazione ai limiti dell'umano, per dire furono mollati in mezzo al deserto senza mezzi per tornare se non i loro piedi. Non si reputò “cosa da donne” e alle mogli dei sette di Mercury, anche loro diventate leggenda, sono toccati vestiti a palloncino da film americano anni '50, torte e bambini, tanto che ne è stato tratto un libro, molto interessante, un film e recentemente una serie tv, non troppo indulgente rispetto alla dirigenza Nasa di allora.

Comunque oggi le sei astronaute della classe 2017 fanno parte a pieno titolo del Corpo Usa, che comprende anche canadesi, di ben 48 elementi. I nuovi del 2017 sono per la Stazione Spaziale Internazionale, ma qualcuno andrà sulla Luna forse anche Marte nel 2024-2028.

Quelli che invece verranno selezionati nei prossimi mesi sicuramente sono per il programma Artemis, ossia Luna, e Marte. Per diventare astronauta oggi la cosa è un po' più complicata del passato, mentre lo stipendio, aimè, anche per i cavalieri del Cosmo, è rimasto uguale: fra i 105mila e i 160mila dollari l’anno.

Solo cittadini Usa
Intanto per fare domanda bisogna essere cittadini Usa, come detto, poi bisogna avere un Master in Stem, lauree scientifiche o ingegneria, oessere un medico, che anche su Marte fa sempre comodo. C'è una serie di titoli equivalenti, ma sono tutti di alto livello, piloti di jet con minimo mille

ore di volo sono ammessi anche senza master.

Chi ha questi titoli deve fare un pre-screening online prima di colloqui, prove attitudinali, incontri con psicologi e altro. Da queste forche caudine ci si aspetta un gruppo di 120 candidati da decimare ulteriormente fino a meno di 20, ma il numero finale non è fissato. Per avere un'idea nel periodo di selezione precedente, terminato come dicevamo nel 2017, le domande presentate furono 18.000, un rapporto di 1 a 1000.

Ogni Agenzia spaziale ha i suoi metodi e differenti prove cui sottoporre i candidati, ma in definitiva la prima scrematura avviene sul fisico. Occorre superare i voli parabolici, dove si viaggia in microgravità come nello spazio per una manciata di secondi e si fluttua a mezz'aria entro un aereo imbottito e senza poltrone che si precipita in picchiata per creare l'effetto voluto.

Non tutti ce la fanno, per via dell'apparato vestibolare che fa perdere l’orientamento, in qualche caso conoscenza, e crea nausea e altro. Tutto comunque torna normale con l'atterraggio e una pacca sulla spalla, ma addio allo spazio.

Due anni di addestramento
I selezionati iniziano un periodo di due anni piuttosto intenso. A differenza di quel che si può pensare, magari seguendo i media, gli astronauti sono si degli specialisti in un campo - meccanica, informatica, biologia, medicina -, ma devono avere tutti anche una preparazione trasversale in varie materie. Ecco quindi l'ingegnere di missione che deve studiare rudimenti, e non solo, di medicina o botanica.

Importantissimo l'addestramento al volo come pilota di jet, se l'ASCA, così si chiamano gli aspiranti astronauti, non viene già dall'aereonautica con questo titolo: si impara a reagire agli imprevisti in un attimo pare. Poi si va, con decine e decine di chili di tuta da esplorazione extra veicolare, EVA, sotto acqua per imparare a muoversi nel vuoto magari per riparare strumenti, come ha fatto nelle settimane scorse il nostro colonnello Luca Parmitano.

Parmitano: Il senso della missione? Spingersi oltre, insieme

Psicologi, microgravità, piscine e altro, se tutto questo va bene occorre avere una preparazione specifica per il mezzo che si userà e per la missione in cui, in particolare si andrà ad operare. Oggi come oggi si parla solo di ISS, la Stazione spaziale che è una macchina enorme, la più grande mai costruita dall'uomo, e terribilmente complessa, ma ogni turno di sei mesi porta avanti decine e decine di diversi complessi esperimenti, che occorre conoscere fin nei minimi dettagli.

I nuovi candidati - la Nasa pensa di dire i nomi dei selezionati a fine 2021 - dovranno invece imparare tutto sul Programma Artemis, per tornare sulla Luna. Non solo quindi il nostro satellite vedrà finalmente una donna arrivare, ma anche il nome del Programma per portarcela, assieme al suo secondo, è dedicato ad Artemide, dea della caccia e della Luna, ma soprattutto sorella gemella del bellissimo Apollo, cui fu dedicato quello che ci portò nel luglio 1969 sul nostro satellite.

Fratello e sorella e anche gemelli: anche gli dei dell'antica Grecia ci tenevano al gender balance.

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