auto

Vw a un passo dalla crisi, il ceo Diess sfida il sindacato e chiede un voto di fiducia

Il comitato esecutivo del consiglio di sorveglianza ha ascoltato la proposta del ceo di essere confermato anzitempo e quindi di essere più forte delle resistenze al cambiamento

di Al.An.

(REUTERS)

3' di lettura

Conferma anticipata per il ceo o resa dei conti? Volkswagen, il più grande produttore di veicoli al mondo per volumi di vendita, rischia una crisi di leadership dopo che l'amministratore delegato Herbert Diess ha imposto un voto di fiducia chiedendo un'estensione anticipata del contratto.

Il produttore di auto e camion (dodici i brand del gruppo) ha convocato in serata il suo comitato esecutivo (noto anche come presidium) per discutere la richiesta di Diess per l'estensione del contratto, più di un anno prima della scadenza (fatto del tutto irrituale) del suo attuale mandato nel 2023, hanno rivelato tre fonti a Reuters. Il manager bavarese, che ha lasciato la Bmw nel 2015 e ha contribuito alla tenuta di Vw dopo il dieselgate del 2015, sostenendo un piano di investimenti per una rivoluzione elettrica da 73 miliardi di euro (in realtà gli investimenti complessivi per i prossimi 5 anni ammontano a 150 miliardi di cui 27 solo per il software), si scontra ormai da tempo con i potenti sindacati che bloccano i tagli ai costi.

Loading...

Nella riunione Diess ha delineato la sua visione per il futuro della casa automobilistica e le riforme necessarie per renderlo efficace, hanno riferito due fonti all’agenzia. Il manager ha esortato le parti interessate a sostenerlo nel tentativo di sbloccare una situazione di stallo gestionale. Il presidente Hans Dieter Poetsch, da parte sua, sta cercando di evitare lo scontro rinviando ogni decisione su un'estensione del contratto. «Il comitato esecutivo non sarà costretto a prendere una decisione, non c'è fretta», ha detto una fonte. Volkswagen non ha commentato.

Il comitato esecutivo del consiglio di sorveglianza è guidato dal presidente Poetsch e comprende Wolfgang Porsche e Hans Michel Piech, membri delle famiglie proprietarie della casa automobilistica, nonché il capo del sindacato interno Bernd Osterloh. «Le famiglie continuano a sostenere Diess», ha detto in giornata un portavoce di Porsche Automobil Holding, la società che detiene la maggioranza dei voti in Volkswagen.

Gli analisti spiegano che vengono così a galla le difficoltà nel cambiamento (auspicato in tempi brevi da Diess, che a fronte dei successi di Tesla, ha più volte detto: rischiamo di fare la fine di Nokia) di una casa automobilistica in cui i rappresentanti dei lavoratori controllano metà delle poltrone nel consiglio di amministrazione e i politici locali hanno una quota di voto del 20%, consentendo loro di votare (ed eventualmente ostacolare) proposte di riforma strategiche.

«L'azienda ha alcuni dei marchi più incredibili e globali, ha le dimensioni per implementare qualsiasi tecnologia e capacità di innovazione. Quello che sembra mancare è la giusta governance aziendale», ha osservato l'analista di Bernstein auto Arndt Ellinghorst in una nota.«Non ci dovrebbero essere illusioni, questa trasformazione innescherà sempre conflitti. Che ci sia o meno un nuovo ceo, le domande rimarranno le stesse, e qualsiasi ceo della Volkswagen avrà bisogno del pieno sostegno dei maggiori azionisti».

La Volkswagen vale 77,2 miliardi di euro, molto al di sotto della rivale Toyota, che gode di una valutazione di 155,7 miliardi di dollari, e soprattutto a distanza siderale dai 555 miliardi di dollari di Tesla. Non è bastato vendere 10,96 milioni di veicoli nel 2019 - il top per qualsiasi casa automobilistica al mondo - . Toyota è arrivata seconda con 10,74 milioni. Tesla, il cui titolo è cresciuto del 560% (contro il -18% di Vw), ha venduto solo 367.500 auto nello stesso periodo e quest’anno potrebbe spingersi fino a 500mila.

Secondo gli analisti questo succede perché Volkswagen è meno efficiente e ha costi più elevati. Il gruppo di Wolfsburg aveva 671.205 dipendenti alla fine del 2019, ben al di sopra dei 359.542 dipendenti della Toyota alla fine del suo anno fiscale e dei 48.016 dipendenti di Tesla lo scorso anno.

Tornando al braccio di ferro in atto sembra che soprattutto il sindacalista Osterloh si opponga a una proroga anticipata del contratto per Diess, ha detto una delle tre fonti a Reuters. Diess, da parte sua, ha espresso la sua frustrazione in un articolo del quotidiano economico tedesco Handelsblatt pubblicato venerdì.«Quando sono entrato in carica a Wolfsburg, avevo deciso fermamente di cambiare il sistema Vw. Ciò significava rompere le vecchie strutture incrostate e rendere l'azienda più agile e moderna», ha detto.«Insieme a tanti collaboratori con lo stesso livello di motivazione, sono riuscito a farlo in molte sedi, ma non in alcune, soprattutto non ancora nella nostra sede a Wolfsburg».

Per approfondire

Diess lascia la guida del marchio Volkswagen (ma resta Ceo del gruppo)

Leggi il servizio

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti