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Vw e licenziamenti, il ceo Diess sul banco degli imputati. In bilico il suo futuro

Il capoazienda è finito sotto esame dopo l'escalation del conflitto sindacale scaturita dall'annuncio dato dal manager di un pesante piano di tagli

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 4 novembre 2021, ore 10:30

Il ceo del gruppo Volkswagen, Herbert Diess (Reuters)

3' di lettura

Il futuro di Herbert Diess, ceo di Volkswagen, è in mano a un comitato di mediazione convocato ad hoc, mentre oggi va in scena a Wolfsburg il confronto interno pubblico con il sindacato. L'ipotesi anticipata dalla stampa tedesca ha fatto precipitare il titolo del gruppo, che a Francoforte mercoledì ha chiuso la seduta in calo del 4,04% (azioni privilegiate, le ordinarie hanno segnato +1,39%). Oggi sia le privilegiate che le ordinarie viaggiano in territorio positivo, poco sotto il 2%. Il capoazienda è finito sotto esame dopo l'escalation del conflitto sindacale scaturita dall'annuncio dato dal manager di un piano per tagliare fino a 30mila posti di lavoro (quasi uno su quattro a in Germania) in seguito alla svolta elettrica.

Un'ipotesi ovviamente duramente contrastata dai rappresentanti dei lavoratori, guidati da Daniela Cavallo (prima donna, da maggio, a capo del consiglio di fabbrica a Wolfsburg) che la considerano solo un'ennesima mossa avventata per tenere testa alla concorrenza di Tesla sia nel taglio dei costi che nella corsa all’elettrificazione, a suon di decine di miliardi, del secondo produttore di auto al mondo. Diess ha molto insistito sulla necessità di migliorare sotto il profilo della competitività. Il gruppo è ancora lontano dal portare a termine l’accordo per tagliare 14.000 posti di lavoro entro il 2025. Ma secondo il ceo non si possono evitare riduzioni dei costi , indiendentemente dalla durata della crisi del chip.

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Il tema, tuttavia, è anche la competitività del prodotto. Sul software, per esempio, Vw insegue l’avversaria californiana, tech company prima ancora che car maker. E il mercato si è espresso: a settembre Tesla Model 3 è stata l’auto più venduta in Europa, in assoluto, con 24.600 immatricolazioni, staccando le portabandiera della gamma elettrica del gigante tedesco, ovvero la ID.3 (che dovrebbe essere l’elettrica di massa) e il suv ID.4.

Per la prima volta un produttore non europeo ha guidato la classifica e per la prima volta è toccato a un’auto a batteria. Con questo risultato l’azienda di Elon Musk ha guadagnato anche la leadership continentale nelle quote di mercato (24%) per le Bev (Battery electric vehicle), proprio davanti a Vw (22%). Non dimentichiamo neppure che il 25 ottobre, dopo l’annuncio di Hertz circa l’ordine di 100mila Tesla, il titolo di Palo Alto ha superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Tesla è poi salita fino a 1,2 migliaia di miliardi di dollari (mille miliardi di euro) mentre il gruppo Volkswagen oggi è arretrato a 124 miliardi di euro. Dieci volte meno, pur vendendo 10 milioni di automobili contro quelle che a fine anno saranno, presumibilmente, le 800mila di Tesla.

Ma non è solo Tesla, che comunque Diess ammira (a metà ottobre ha invitato Musk a parlare in videoconferenza davanti a 200 manager del gruppo tedesco). Volkswagen con i suoi marchi destinati al mercato di massa, come Skoda e Seat, e le stesse auto a brand Vw, sta facendo peggio (risultati al di sotto delle attese nel terzo trimestre) della diretta concorrenza sotto il profilo dei margini. In particolare delle tedesche Bmw e Daimler. La crisi dei chip, però, ha peggiorato la situazione per tutti, segno che c’è qualcosa che non va nella struttura dei costi del secondo produttore mondiale.

Al vertice dal 2018, Diess, 63 anni compiuti il 24 ottobre, ha visto recentemente rinnovato il proprio mandato fino all'ottobre 2025. L’escalation della lotta sul suo futuro sottolinea il fragile equilibrio di potere della seconda casa automobilistica del mondo, che vede contrapposti l’ambizione del ceo di portare il gruppo Volkswagen alla leadership sul mercato delle auto elettriche alla forza del sindacato. Ad una discussione preliminare sui destini del top manager, secondo il quotidiano economico tedesco Handelsblatt, erano presenti il ​​presidente del consiglio di sorveglianza, Hans Dieter Pötsch , Wolfgang Porsche in qualità di rappresentante delle famiglie proprietarie (che dovrebbero sostenere Diess, come avvenuto in altre occasioni di scontro) e il primo ministro Stephan Weil per l’azionista Bassa Sassonia. Presenti anche il capo della potente IG Metall Jörg Hofmann e Daniela Cavallo.

Proprio Cavallo e Diess saranno di fronte oggi in un confronto pubblico a Wolfsburg che sarà seguito dal vivo da alcune migliaia di dipendenti, mentre gli altri seguiranno attraverso gli schermi del circuito interno. Inizialmente, Diess aveva respinto l'invito a partecipare all'assemblea dei lavoratori per via di impegni negli Stati Uniti, ma, una volta saputo della sfiducia ha cambiato la sua agenda.

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