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Walgreens studia il più grande delisting della storia

Il colosso del retail del farmaco guidato da Stefano Pessina prepara l'uscita da Wall Street con una capitalizzazione di 55 miliardi di dollari

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

NEW YORK - Walgreens Boots Alliance starebbe valutando la possibilità di un delisting con alcuni private equity. Il gruppo guidato dal ceo Stefano Pessina, 78 anni, leader a livello globale della farmacia e della distribuzione farmaceutica, ha una capitalizzazione di mercato a Wall Street di 54,6 miliardi di dollari, con 16,8 miliardi di debito.

L'addio alla Borsa del colosso delle farmacie, se confermato, potrebbe diventare il più grande “leveraged buyout” della storia: nel 2007 la vendita dell'utility Txu Corporation a Kkr e Tpg ebbe un valore di 45 miliardi, compreso il debito.

No comment dai portavoce del gruppo, che non confermano ma neanche smentiscono la notizia. I rumors hanno messo le ali alle azioni Walgreens in Borsa (quotata al Nasdaq con il ticker WBA) che martedì 5 novembre ha aumentato il volume degli scambi di quattro volte rispetto alla media arrivando a guadagnare durante la seduta fino all'8%, a 64,43 dollari, per poi ripiegare in chiusura con un + 2,62%m a 61,21 dollari: il target price degli analisti sul titolo Wba è a 56,95 dollari.

Nessuna decisione è ancora stata presa e non è chiaro se i finanziamenti per una operazione di tale portata saranno o meno disponibili. Si parla di un interesse da parte di diversi private equity, tra cui Kkr e della investment bank Evercore.

L'ipotesi di un addio alla borsa segue anni di crescita tramite acquisizioni del gruppo sotto la guida di Stefano Pessina, che è anche il maggiore azionista della società con una quota del 16%. Il 63,44% del capitale è in mano agli investitori istituzionali.

Walgreens Boots Alliance è il principale retail farmaceutico negli Stati Uniti e in Europa. Ed è uno dei maggiori acquirenti al mondo di farmaci su prescrizione e molti altri prodotti per la salute e la bellezza.
Considerando anche le società partecipate, Wba è presente in 25 Paesi, con oltre 440mila dipendenti e una catena di oltre 18.750 punti vendita in tutto il mondo. Negli Stati Uniti può contare su 9.277 store Walgreens e sulle farmacie Duane Reade, e si contende il primato di primo gruppo per la distribuzione del farmaco con Cvs Health Corporation. In Gran Bretagna controlla la catena Boots.

Nell'ultimo anno fiscale Wba ha registrato ricavi per 136,9 miliardi di dollari, con un Ebitda di 7,1 miliardi e un margine lordo del 21,9%.

Come società privata Walgreens avrebbe più spazio per adattarsi ai cambiamenti e al consolidamento in corso nel settore health-care: il competitor Cvs lo scorso anno, seguendo questa strategia di diversificazione, ha acquistato l'assicurazione sanitaria Aetna, con un deal da 70 miliardi di dollari.

Walgreens starebbe anche valutando la possibilità di vendere alcuni asset, come il 27% di partecipazione nella catena farmaceutica AmerisourceBergen per avere più fondi in cassa in vista dell'addio alla borsa.
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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