la giornata dei mercati

Wall Street ad alta volatilità, l’Europa chiude pesante. Milano -1,8%

di Eleonora Micheli

(Afp)

4' di lettura

Chiusura in forte calo per le Borse europee nella penultima seduta dell’anno. A incoraggiare le vendite è stata anche la performance di Wall Street, che dopo la volata della vigilia ha di nuovo imboccato decisamente la strada del ribasso per poi recuperare nel finale. Al termine di una seduta altamente volatile il Dow Jones ha chiuso a +1,14 per cento, lo S&P500 a +0,86% e il Nasdaq a +0,38%. Gli investitori, in prevalenza, preferiscono alleggerire le posizioni nelle ultime sedute del 2018, anno che ormai si profila tra i peggiori dal 2008. In più a destare preoccupazione è il rallentamento dell’economia mondiale che si profila all’orizzonte, al quale si aggiungono le tensioni a livello internazionale.

I listini del Vecchio Continente, comunque, hanno chiuso sopra i minimi di giornata. Milano ha lasciato sul parterre l'1,81%, anche se lo spread BTp/Bund è sceso a 251,5 punti, nell’attesa dell’approvazione della Legge di Bilancio, prevista per il 29 dicembre. I rendimenti dei 6,5 miliardi di Bot semestrali assegnati in asta, però, sono risaliti allo 0,215%. Francoforte ha accusato la performance peggiore del Vecchio Continente, risentendo dell’andamento del comparto auto.

Loading...

Ftse Mib sui minimi dal dicembre 2016
A Piazza Affari il Ftse Mib si è portato sulla soglia dei 18mila punti (ha chiuso a 18.064 punti), livelli che l'indice non vedeva dal 7 dicembre del 2016. Il listino, insieme alle altre Piazze europee, è partito male, nonostante la volata della vigilia registrata da Wall Street.

In Europa gli investitori non hanno trovato conforto nemmeno nelle indicazioni della Banca centrale europea, che, nel suo Bollettino economico, ha di nuovo assicurato che i tassi rimarranno a zero almeno fino alla prossima estate. Il Consiglio direttivo della Bce «continua ad attendersi che i tassi si mantengano sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine», è infatti scritto nei documenti. Oltreoceano, invece, si sono rincorse indiscrezioni su un incontro a gennaio tra il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e il presidente americano, Donald Trump. Secondo Wall Street Journal, Powell non ha espressamente detto di volere vedere Trump, ma ha fatto capire che se il Commander in chief chiederà di incontrarlo, non si tirerà indietro

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
Loading...

Male le banche, ma si riscatta Ubi. In caduta libera Carige
A Piazza Affari gli investitori per gran parte della seduta hanno venduto a piene mani le azioni delle banche. La raffica di ordini in vendita è diminuita sul finale, consentendo a Ubi Banca di salire dello 0,8%. Gli altri titoli hanno arginato le perdite rispetto a metà seduta: così Banco Bpm ha perso il 2,45%, Bper l'1,35% e Intesa Sanpaololo 0,17%. Se Mediobanca è arretrata dell'1,5%, Unicredit è andata giù del 2,3%. Fuori dal paniere principale le Bca Carige sono crollate del 18,7%, risentendo dell’incertezza all’orizzonte dell’istituto, dopo che l’assemblea di sabato scorso ha bloccato l’aumento di capitale dell’istituto da 400 milioni di euro. Come ha scritto Il Sole 24 Ore, il management della banca volerà a Francoforte per un incontro con la Bce. Probabilmente verranno inoltre chiamati a Francoforte anche i primi azionisti, la famiglia Malacalza, che astenendosi dal voto hanno di fatto bloccato l’operazione sul capitale, non consentendo il raggiungimento del quorum deliberativo.

Telecom di nuovo in retromarcia, giù galassia Agnelli tranne la Juve
Telecom Italia ha perso un ulteriore 3,7%, riavvicinandosi ai minimi da inizio ottobre, livelli che le azioni non vedevano dall’estate 2013.
sono inoltre andate male le Fiat Chrysler Automobiles (-3,8%), le peggiori del Ftse MIb, e le Ferrari (-2,97%), quest’ultime sulla notizia che il fondo Hartford Growth è di recente uscito dal capitale. Della galassia Agnelli hanno perso punti anche le Exor (-2,77%) e le Cnh Industrial (-0,89%), mentre la Juventus Fc ha guadagnato l'1,14% nel suo primo giorno di contrattazione nel Ftse Mib. In più il club bianco nero, pur pareggiando per 2 a 2 sul campo dell’Atalanta, ieri ha incrementato il suo vantaggio in classifica sul Napoli, sconfitto a San Siro dall'Inter. Sono andate bene anche le Amplifon (+3,2%) entrate nel paniere principale, mentre Banca Mediolanum (-4,8%) e Mediaset (-1,1%) sono andate male nel primo giorno fuori dal paniere principale. D'altra parte le azioni erano andate bene la scorsa settimana, beneficiando degli acquisti da parte dei fondi Pir.

Recordati e Generali sotto la lente, in rialzo il lusso
Sono inoltre andate in controtendenza le Recordati (+2,3%), che, proseguendo il rally delle ultime sedute, hanno riconquistato i massimi da fine ottobre. Venerdì scorso il cda ha confermato le previsioni per l'intero anno 2018 e approvato gli obiettivi per l'anno 2019. Il board ha anche ritenuto «non congruo», da un punto di vista finanziario, il corrispettivo da 27,55 euro per azione dell'opa obbligatoria totalitaria lanciata da Rossini Investimenti sul 46,735% del capitale sociale di Recordati. Offerta che partirà il 2 gennaio e si chiuderà il 29 gennaio. Hanno rialzato la testa le azioni del lusso: Moncler (+0,9%) e Salvatore Ferragamo (+1,5%), dopo i recenti scivoloni. Generali ha perso l'1,1%, ma è rimasta sotto la lente visto che anche negli ultimi giorni prima di Natale sia Leonardo Del Vecchio, sia Gaetano Caltagirone si sono rafforzati ulteriormente nel capitale. Nel dettaglio la Delfin del patron di Luxottica si è portata al 4,03%, mentre Caltagirone è salito al 4,78% circa.

Andamento dello spread Btp / Bund
Loading...

Nice in volata del 42% nell'attesa del delisting
Fuori dal paniere principale sono volate del 42% le Nice, nell'attesa del delisting della società attiva nella domotica, quotata sul segmento Star di Borsa Italiana dal 2006. I titoli hanno infatti beneficiato della notizia, diffusa il 24 dicembre scorso, che l’azionista di controllo, Nice Group, ha superato la soglia del 90% del capitale e non intende procedere al ripristino del flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Di conseguenza, procederà al delisting da Piazza Affari di Nice.

Euro a quota 1,14 dollari. Tornano le vendite sul petrolio
Sul fronte dei cambi, l’euro è scambiato a 1,14 dollari (1,1411 alla chiusura del 21 dicembre) e 126,48 yen (126,82), mentre il dollaro-yen si attesta a quota 110,8 (111,16). La Bce proprio oggi nel Bollettino economico ha ribadito che i tassi in Europa rimarranno attorno allo zero almeno fino all’estate 2019. E’ inoltre debole il petrolio (segui qui Brent e Wti).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti