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Wall Street chiusura in deciso ribasso sulle voci di escalation Usa-Cina sui dazi

di E. Micheli e P. Paronetto


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4' di lettura

Gli indici a Wall Street già in forte calo, stanno accelerando ulteriormente al ribasso dopo indiscrezioni che indicherebbero una esclation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Stando al Financial Times, gli Stati Uniti hanno cancellato incontri previsti questa settimana con due viceministri cinesi e che dovevano servire per preparare il terreno al prossimo round di negoziati di alto livello previsto il 30 e 31 gennaio prossimi nella capitale americana. Le indiscrezioni sono state smentite in serata dal consigliere economico di Donald Trump Lawrence Kudlow. Ciononostante il Dow Jones ha chiuso dell’1,22% e l'S&P 500 ha perso oltre l'1,42% % mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno oltre il 1,91%.

Le preoccupazioni sulla tenuta della crescita economica globale, insieme ai nodi da sciogliere nella politica internazionale, dalla Brexit allo shutdown Usa, hanno penalizzato i listini azionarista tirando il fiato dopo il rally di inizio anno, complice il taglio delle stime sull’andamento del Pil mondiale comunicato ieri dal Fondo monetario internazionale, mentre in Europa (qui gli indici principali) ha tenuto banco l’annuncio, da parte del commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici, di un’analoga revisione in arrivo da parte della stessa Unione europea. Sotto i riflettori c’è in particolare l’Italia, per cui l’Fmi stima una crescita del Pil limitata allo 0,6% nel 2019: previsione, analoga a quella già formulata dalla Banca d’Italia, che viene contestata dal Governo. Piazza Affari ha così perso l’1,03% sul FTSE MIB, facendo segnare una delle peggiori prestazioni tra i listini del Vecchio Continente. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, pesante Telecom Italia (-6,2%), scesa a nuovi minimi dopo l’annuncio di risultati preliminari 2018 peggiori delle attese e alla luce dello scontro permanente tra i due principali azionisti, Elliott e Vivendi. Deboli le banche, mentre si conferma il trend positivo della Juventus Fc.

«Adesso il Fondo monetario internazionale, che è una istituzione seria, ha rivisto le proprie stime, posso dire solo che rivedremo le nostre», ha dichiarato in particolare Moscovici. In autunno la Commissione stimava per l’Italia una crescita del pil quest’anno all’1,2% e 1,3% nel 2020. A fine anno ha concordato con la stima dell’1% quest’anno dopo un braccio di ferro con il governo sulla stima/obiettivo della legge finanziaria rispetto all’originaria stima dell’1,5%. Inoltre Bruxelles ha indicato per la Ue-27 (senza il Regno Unito) una crescita del +2% e +1,9% nel 2019 e nel 2020, per l’Eurozona +1,9% e +1,7%. Ieri invece il Fondo Monetario Internazionale ha tagliatole stime sulla crescita della zona euro per il 2019 all'1,6% e ridotto quelle sul pil italiano del 2019 solamente allo 0,6% dal precedente +1%. Stima, la nuova, in linea con quella diffusa venerdì scorso da Bankitalia. Il Fondo ha inoltre messo in conto che l'economia del globo quest'anno salirà del 3,5%, lo 0,2% al di sotto delle precedenti indicazioni, oltre che del 3,7% confermato per il 2018. In più rimane sotto i riflettori la situazione della Gran Bretagna, nell'attesa che la premier britannica, Theresa May, presenti alle autorità europee il piano B che per l'uscita del Paese dall'Unione europea. Negli States va avanti lo shutdown del governo federale, arrivato al 32esimo giorno.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Milano la peggiore, pesa la debolezza delle banche
Piazza Affari ha registrato la performance peggiore del Vecchio Continente, risentendo degli ordini in lettera sulle banche e sulle principali blue chips.Le vendite colpiscono il Banco Bpm , Unicredit , Bper Banca,Intesa Sanpaoloe Ubi Banca, complice il focus del Sole 24 Ore su Banca Carige che ipotizza la necessità di un ulteriore aumento di capitale da 200 milioni, in addizione al prestito bancario da 320 milioni. Il rallentamento dell'economia italiana, in più, potrebbe rendere più complicata la situazione degli istituti di credito, già alle prese con la riduzione di crediti in sofferenza. Oggi, comunque, vanno male tutte le banche europee, risentendo anche dello scivolone della tedesca Ubs, che ha annunciato conti del quarto trimestre inferiori alle attese, sebbene l'utile dell'intero 2018 sia cresciuto del 25% rispetto a quello del 2017.

Telecom in caduta libera
A Milano sono in caduta libera le azioni di Telecom Italia , nonostante i netti ribassi accusati sia venerdì, sia ieri (-2,6% ieri e -7% venerdì) e provocati dalla diffusione a sorpresa la scorsa settimana dei conti preliminari del 2018 risultati al di sotto delle attese. Intanto il fondo Elliott è tornato alla carica per fare pressione per il dossier rete. Sono deboli le Italgas sulla scia del taglio di rating a sell da parte di Citigroup. Tentano invece di resistere al calo di Borsa le utility Snam Rete Gas e Terna, mentre sono in calo Enel e A2a. Ancora debole Ferragamo dopo il calo di ieri provocato da un report critico di Citigroup. Male, infine, anche Stmicroelectronics, sulla scia di un settore tecnologico sotto pressione in tutta Europa.

Andamento dello spread Btp / Bund

Euro/dollaro e spread poco mossi, pesante il petrolio
Sul mercato dei cambi, euro poco mosso a 1,1362 dollari (1,1365 ieri in chiusura) e in assestamento a 124,33 yen (124,64), mentre il rapporto dollaro/yen è a 109,42 (109,39). In moderato rialzo la sterlina, mentre resta alta l’incertezza sulla Brexit: la valuta britannica è indicata a 0,8768 per un euro (0,8815) e a 1,2958 dollari (1,2892). Pesante infine il prezzo del petrolio, anch’esso penalizzato dai timori sull’andamento dell’economia e, di conseguenza, della domanda di energia: il future marzo sul Wti perde il 3,45% a 52,3 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent scivola del 2,85% a 60,95 dollari.

Chiusura su livelli praticamente invariati per lo spread BTp/Bund. Al termine degli scambi il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco si è attestato a 251 punti base, dai 250 punti base della vigilia. Poco mosso anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato al 2,75% dal 2,74% segnato in chiusura della seduta precedente.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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