AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùL’ANALISI

Wall Street record? Il rally trova l’epicentro nei Treasuries

di Marco Valsania

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(Ap)

2' di lettura

New York - I riflettori sono forse puntati su Wall Street, dove l'indice S&P 500 ha fatto segnare nelle ultime ore nuovi massimi storici scommettendo che la Federal Reserve saprà soccorrere in modo decisivo economia e investitori con prossimi tagli dei tassi di interesse. Ma e' il rally globale dei bond a essere diventato il segno più consistente e rilevatore del complesso clima attuale: delle accresciute preoccupazioni sulla crescita e d'una imminente risposta delle banche centrali a base di nuovi cicli di allentamenti di politica monetaria. Un rally che ha trovato a sua volta adesso l'epicentro proprio negli Stati Uniti, nei titoli del Tesoro americano. I titoli a dieci anni hanno visto ieri i prezzi lievitare spingendo i rendimenti, che si muovono in direzione opposta, sotto il 2% - una soglia che e' stata sfondata per la prima volta dal 2016.

Non che i Treasuries, nel clima di incertezza mondiale, siano isolati. In Gran Bretagna i rendimenti dei titoli decennali sono a loro volta scivolati allo 0,808%, una corsa alimentata da valutazioni pessimistiche sull'economia di Londra alla luce delle incognite di Brexit. Gli yield dei bund tedeschi hanno chiuso al record negativo di meno 0,318 per cento. E i titoli del Tesoro italiani con simile scadenza hanno a loro volta continuato a vedere rendimenti in discesa, fino al 2,012%, il minino dal maggio dell'anno scorso.

La svolta ormai globale e sincronizzata in politica monetaria - in senso accomodante e abbandonando ogni pretesa di poter proseguire su strade di normalizzazione dopo anni di stimoli convenzionali e non soltanto parzialmente ritirati - ha agito da catalizzatore del nuovo scatto obbligazinario. Fed e Bce si avviano a imminenti stimoli: i mercati ormai scommettono su probabilita' del 100% di un taglio dei tassi interbancari al vertice di fine luglio della Fed, forse d'un aggressivo mezzo punto percentuale. E chance maggioritarie vengono date a tre tagli entro fine anno. La Banca centrale del Giappone ha a sua volta inviato segnali di via libera a cali nei rendimenti obbligazionari. L'Australia ha aperto la porta a un ulteriore allentamento di politica monetaria fin dal mese prossimo.

Risultato: in territorio negativo, oltre ai bund tedeschi e ai bond giapponesi, sono oggi tra gli altri i titoli di stato olandesi, svizzeri e danesi. E i rendimenti dei Treasuries americani arretrano marcatamente. Il “trade” sui titoli del Tesoro, in generale, e' considerato il piu' affollato in assoluto sui mercati, rivelano i piu' recenti questionari distribuiti tra 230 gestori da Bank of America Merrill Lynch.

La misura del cambiamento di tono e' data anche dalle previsioni che si moltiplicano sull'andamento dei rendimenti. Stando a sondaggi del Wall Street Journal, in gennaio il pronostico medio per i Treasuries decennali era di rendimenti al 3%, con nessuno degli analisti interpellati che vedeva yield sotto il 2,5% entro la fine dell'anno. A inizio di questo mese la previsione era gia' scesa per il decennale al 2,34 per cento. Adesso molti si spingono ben più in la' quando anticipano discese dei rendimenti: JP Morgan si aspetta l'1,75 per cento.

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