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Walmart cresce nella pandemia, a ruba i prodotti di prima necessità

Particolarmente robusta la crescita nel commercio elettronico, pari al 74 per cento. Aumenta anche il valore di ciascuna spesa da parte delle famiglie

di Marco Valsania

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(EPA)

Particolarmente robusta la crescita nel commercio elettronico, pari al 74 per cento. Aumenta anche il valore di ciascuna spesa da parte delle famiglie


3' di lettura


New York – La pandemia rilancia Walmart, grazie ai suoi giganteschi negozi e alla sua più recente presenza online con la quale sfida oggi il re dell'e-commerce Amazon. Il tradizionale colosso americano e globale dei grandi magazzini onnicomprensivi ha sollevato il sipario su un aumento delle vendite di riferimento, quelle nei centri aperti da almeno un anno, del 10% durante l'ultimo trimestre fiscale concluso il primo maggio. Il giro d'affari è lievitato dell'8,6% a 134,62 miliardi di dollari e i profitti sono aumentati del 4% a 4 miliardi.

La performance è stata possibile nonostante l'azienda abbia riportato maggiori costi per 900 milioni in risposta all'emergenza sanitaria, per incrementi nei compensi e bonus ai dipendenti in prima linea nei punti vendita e nei centri di smistamento dei prodotti oltre che per assumere altri 235.000 dipendenti allo scopo di rafforzare il servizio. Polemiche restano tuttavia aperte sulla sicurezza e remunerazione di molti lavoratori nei settori più precari e esposti al Covid-19.

Il traffico nei negozi, il numero di consumatori che ha fisicamente visitato i centri Walmart, è diminuito. Ma la spesa per singola transazione da parte delle famiglie, segno della tendenza a accumulare maggiori scorte con minori visite, è salita del 16,5 per cento. E gli acquisti online, sia per consegna a domicilio che per prelievo nei parcheggi di Walmart, si sono impennati del 74 per cento. Il bilancio è stato leggermente superiore alle attese e ha sostenuto il titolo in Borsa.

Walmart ha espresso relativo ottimismo per il futuro. Ha cancellato ogni pronostico, la guidance per i prossimi mesi, citando l'incertezza nelle condizioni di business; ma ha indicato di essere ben posizionata per sostenere il continuo impatto del coronavirus.

Una posizione che contrasta con la grave crisi nella quale sono precipitati altri celebri marchi del retail americano: nel giro di pochi giorni sono entrati in amministrazione controllata per cercare di sopravvivere J. Crew, JC Penney e anche il nome del lusso Neiman Marcus, mentre la catena Pier 1 è in liquidazione.

Prodotti quali l'abbigliamento hanno soffetto i declini più drammatici nell'ambito di generali flessioni storiche nella spesa dei consumatori che ha risparmiato chi vende invece beni considerati indispensabili. Altre grandi catene che hanno invece seguito l'esempio di Walmart nel rispondere all'emergenza sono state il leader degli sconti Costco, Target e Home Depot - che a sua ha riportato in queste ore vendite trimestrali in crescita a 28,26 da 26,38 miliardi - oltre a Amazon.

Walmart, che ha 4.700 negozi negli Usa, genera oltre metà delle sue vendite americane attraverso i generi alimentari e di prima necessità, che hanno appunto registrato una forte domanda durante la pandemia. Le sue scorte sono diminuite del 6,1% nel trimestre, in una indicazione semmai di difficoltà nel tener testa alle richieste. «Stiamo lavorando per migliorare la disponibilità di prodotti ad alta domanda», ha commentato l'amministratore delegato Doug McMillon citando un clima che rimarrà complesso per le catene di fornitura.

Numerosi stati americani hanno riaperto parzialmente, e quasi tutti avranno allentato almeno alcune restrizioni sanitarie entro il prossimo weekend, il fine settimana della festività del Memorial Day. Tra i limiti alleggeriti ci sono spesso quelli alle attività retail. Questo potrebbe sostenere vendite e grandi magazzini.

Il rischio di nuovi peggioramenti del contagio, di seconde ondate estive o autunnali del virus, e di una ripresa comunque lenta e faticosa finchè non si sarà un vaccino a riportare fiducia tra i consumatori, viene però tenuto in seria considerazione da molte società.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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