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Walmart teme violenze a ridosso del voto: via fucili e proiettili dagli scaffali

La decisione segue l’uccisione dell’afroamericano Wallace a Philadelphia e le proteste dei negazionisti del Covid - Vendite di armi a livelli record

di Gianluca Di Donfrancesco

Usa dopo morte Wallace, tensione domina le strade di Filadelfia

La decisione segue l’uccisione dell’afroamericano Wallace a Philadelphia e le proteste dei negazionisti del Covid - Vendite di armi a livelli record


3' di lettura

Walmart rimuove fucili e proiettili dagli scaffali dei suoi punti vendita. Il motivo? La multinazionale statunitense è preoccupata per i «disordini» che possono scoppiare a ridosso delle presidenziali del 3 novembre. Un indice del livello di tensione raggiunto nel Paese, in seguito ai numerosi incidenti che si sono ripetuti a partire dall’uccisione di George Floyd, il 25 maggio del 2020. E dei disordini causati dalle proteste dei negaziosti, contro le misure per contenere la diffusione del Covid-19 nel Paese.

Vendite record

Le vendite di armi negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record quest’anno: gli americani ne hanno acquistate finora quasi 17 milioni e negli ultimi mesi è aumentato in modo marcato il numero di persone che hanno acquistato armi da fuoco per la prima volta.

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Le vendite sono balzate in primavera, per i timori sulla pandemia di coronavirus, e hanno accelerato in estate, con le massicce proteste contro le ingiustizie razziali e la brutalità della polizia.

Secondo Jurgen Brauer, capo economista di Small Arms Analytics, il numero stimato di armi vendute negli Stati Uniti fino alla fine di settembre 2020 «non solo è più dell’anno scorso, è più di qualsiasi anno negli ultimi 20».

L’uccisione di Walter Wallace Jr

Anche dopo il caso Floyd, Walmart, forse il più grande venditore di armi del Paese, aveva ritirato armi e munizioni da alcuni punti vendita, dopo che erano stati presi d’assalto durante le proteste.

La decisione di togliere di nuovo le armi dagli espositori, arriva anche questa volta in seguito a un’uccisione, quella del 27enne afroamericano Walter Wallace Jr a Philadelphia, lunedì 26 ottobre, sotto il fuoco della polizia.

L’ennesima morte violenta di un afroamericano ha scatenato forti proteste, con centinaia di persone in strada ed episodi di vandalismo. Secondo la polizia, trenta agenti sono rimasti feriti solo durante gli scontri di lunedì sera. Le autorità hanno dichiarato il coprifuoco nella città e schierato la Guardia Nazionale.

La famiglia di Wallace, affetto da disordine bipolare, sostiene che il ragazzo era in preda a un attacco di panico quando i poliziotti hanno aperto il fuoco su di lui. La polizia afferma che gli agenti hanno sparato perché Wallace era armato di un coltello e non voleva lasciarlo cadere.

Armi, violenze e voto

Durante un comizio elettorale in Wisconsin, il giorno seguente all’uccisione di Wallace e alle proteste, il presidente Donald Trump ha tentato di legare i manifestanti al rivale democratico, Joe Biden: «Biden è con i rivoltosi e io sono con gli eroi delle forze dell’ordine», ha detto Trump.

In un communicato congiunto, Biden e la sua vice presidente designata, Kamala Harris, hanno dichiarato: «Non possiamo accettare che, in questo Paese, una crisi mentale finisca con la morte. Questo rende lo shock, il dolore e la violenza della sparatoria di ieri molto più dolorosi, soprattutto per una comunità che ha già subito così tanti traumi». Biden e Harris hanno condannando gli episodi di vandalismo.

Philadelphia è la città più grande della Pennsylvania, uno Stato critico per le presidenziali della prossima settimana.

Trump è un sostenitore del diritto di possedere e usare armi da fuoco per autodifesa, sancito dal secondo emendamento. L’Amministrazione repubblicana ha bloccato i tentativi dei Democratici di introdurre paletti alla vendita di armi e ha revocato quelli varati da Barack Obama. Il ticket Biden-Harris propone un nuovo giro di vite.

Walmart sotto pressione

Walmart vende armi da fuoco in circa la metà dei suoi 4.700 negozi negli Usa. «Abbiamo assistito ad alcuni disordini isolati e, come abbiamo fatto in diverse occasioni negli ultimi anni, abbiamo tolto armi da fuoco e munizioni dal reparto vendite, come precauzione per la sicurezza dei nostri collaboratori e clienti», ha dichiarato il portavoce del gigante del commercio al dettaglio.

A settembre del 2019, il gruppo ha smesso di vendere alcuni tipi di fucili d’assalto e munizioni che possono essere utilizzate per pistole. Nella sparatoria in uno dei suoi punti vendita in Texas, un mese prima, erano morte 22 persone.

Il timore che possano ripetersi episodi del genere è forte: la multinazionale affronta pressioni sempre più forti da parte dei gruppi civili e celebrità che spingono il blocco delle vendite di armi negli Stati Uniti e chiedono che Walmart si assuma la responsabilità di quanto accade nei suoi negozi. Il gruppo ha chiesto al Congresso leggi più severe sulla vendita di armi.

Sul fronte opposto, la lobby delle armi, la National Rifle Association, che ha definito i cambiamenti adottati da Walmart «vergognosi», avvisando l’azienda che perderà clienti.

Altri gruppi hanno fatto scelte più decise: Fred Meyer ha smesso di vendere armi nel 2018 e lo stesso anno Dick’s Sporting Goods ha interrotto la vendita di fucili d’assalto e ha innalzato a 21 anni l’età minima per l’acquisto di armi.

Secondo la rivista investigativa Mother Jones, ci sono state più di 110 sparatorie di massa negli Stati Uniti dal 1982.

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