Aste italiane

Wannenes lancia con successo il Realismo Sovietico

Opere di un collezionista italiano, acquistate in Ucraina negli anni 80-90, hanno moltiplicato le stime presso la casa d'aste genovese, risvegliando l’interesse

di Silvia Anna Barrilà

3' di lettura

Con l'asta online dedicata al Realismo Sovietico del 2-13 aprile, la casa d'aste genovese Wannenes ha scovato un settore molto particolare in cui c'è margine di crescita. “Siamo molto soddisfatti di aver tentato, con quest'asta tematica inedita, un nuovo filone che ha riscontrato un grande successo” ha dichiarato Rosanna Nobilitato, esperta di Dipinti del XIX secolo presso la casa d'aste genovese. “Era un'incognita, eppure siamo rimasti colpiti dalla risposta sia dei collezionisti italiani che internazionali, che hanno mostrato grande interesse. Dalle richieste che abbiamo ricevuto, anche successive alla vendita, credo ci possano essere ulteriore sviluppi”.

Il valore artistico

Una novità non solo per Wannenes, ma in generale per il calendario delle aste in Italia. Nonostante la specificità dell'offerta, che si concentrava su dipinti provenienti prevalentemente dall'Ucraina e creati dal 1930 fino agli anni ’80-’90, l'asta ha totalizzato 238.054 euro per 129 opere, con una percentuale di venduto per valore pari al 335,9% per lavori partiti con stime molto contenute. Certamente la modalità dell'asta a tempo online, che agevola la partecipazione internazionale, si è dimostrata adatta per valorizzare un settore così di nicchia. “Sono dipinti che colpiscono per i colori vivaci e materici” ha spiegato Nobilitato. “I temi sono legati alla realtà del periodo: i motivi, spesso ripresi dal tardo Ottocento, sono reinterpretati dagli occhi dei pittori locali. È un'arte che esalta l'aspetto sociale. Lo scopo del regime era quello di mostrare la vita e lo sviluppo dell'epoca, per cui ci sono scene di vita nelle campagne, le donne nei campi, gli uomini al lavoro, il tema dell'industrializzazione, che è molto richiesto”. Sicuramente ha aiutato la scelta di Wannenes di non concentrarsi sui soggetti più legati alla propaganda del regime, come i ritratti di Lenin, i soldati in divisa, o le scene di guerra, e di favorire i temi più universali e piacevoli, come i paesaggi, le nature morte e i ritratti.

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L'Arte sovietica sorprende il mercato

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Gli artisti top

Tra i circa 30 artisti inclusi, si nota un'elevata presenza di artiste. Infatti, nonostante il regime fosse oppressivo, nelle arti le donne avevano modo di esprimersi. Pensiamo, per esempio, a Maria Avksentievna Primachenko, con il suo stile naif geometrico, oppure a Tatiana Nilovna Yablonskaya, di cui un autoritratto è stato venduto a 20.100 euro. Premiata con il Premio Stalin nel 1944, l'artista poteva vantare 30 mostre personali tra Mosca, Kiev, Budapest e Londra, e la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1956 e al Salone Mondiale di Bruxelles del 1958. Il top lot, invece, è stato un dipinto di Josif Josifovich Bokshay, artista molto ricercato, famoso per i suoi paesaggi con boschi e colori caldi. Protagonista della Scuola Transcarpatica, che metteva al centro della ricerca una visione monumentale e maestosa della natura attraverso la contaminazione delle culture ucraina, ungherese, rumena, rom e ebraica, una sua natura morta è stata venduta a 25.100 euro.

La storia della provenienza

Un nucleo consistente di opere proveniva dalla collezione di un italiano che si è appassionato per il genere e le ha acquistate negli anni ’80-’90 direttamente presso gli atelier degli artisti in Ucraina; insieme alle opere ha acquistato numerosi libri che documentano la storia espositiva delle opere, fornendo così informazioni certe sulla provenienza. “È vero che nel mercato dell'arte russa c'è il problema dei falsi” spiega Nobilitato. “Ma accade, soprattutto, per gli artisti russi di fine Ottocento, che viaggiano su valori elevatissimi, per cui sono più soggetti a falsificazioni. In questo caso si tratta di valori molto più contenuti, che rappresentano comunque ottimi risultati. Ci sono stati momenti, infatti, intorno agli anni ’90, in cui queste opere hanno avuto valori importanti, ma poi sono finite nel dimenticatoio e ora stanno tornando. Anche il fatto di ritrovarle in Italia ha giocato un ruolo, perché vuol dire che sono state scelte da un collezionista non appartenente alla realtà locale, che ne ha individuato il valore”.

I collezionisti del settore

Ma chi sono oggi i collezionisti di questo tipo di dipinti? Naturalmente ci sono gli ucraini, che sono grandi appassionati e rappresentano una forte base di collezionisti, ma c'è stata partecipazione anche da Usa, Londra, Parigi, dall'Italia. “Tra gli acquirenti ci sono stati importanti galleristi ucraini e russi – ha raccontato Nobilitato –, ma si è notata anche la partecipazione di giovani, anche italiani, che comprano arte moderna e del 900; si sente la voglia di uscire dai soliti schemi e trovare nuovi filoni ancora da scoprire, di individuare qualcosa di inedito da studiare”.

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