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Warhol e garanzie protagoniste da Christie’s

Nonostante un solo invenduto, il ricavo è il più basso del decennio
Buoni risultati per le artiste e la Pop Art

di Giovanni Gasparini

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Nonostante un solo invenduto, il ricavo è il più basso del decennio
Buoni risultati per le artiste e la Pop Art


4' di lettura

Difficile considerare men che positiva un'asta di 55 lotti con un solo invenduto (l’opera del giapponese On Kawara) e un discreto numero di compratori per la maggior parte dei lotti. Tuttavia il ricavo complessivo ottenuto da Christie's la sera del 12 febbraio di soli 56,2 milioni di sterline con le commissioni, che pur si situa al centro della stima di 42,6-61,4 milioni di £, è uno dei totali più bassi dalla crisi del 2009-2010. Sono venuti a mancare la consegna di lavori multimilionari oltre la soglia dei 5 milioni: solo uno l’ha sfiorata, quattro sono passati di mano attorno ai 3 milioni di £ e cinque sono stati aggiudicati attorno a 2 milioni. Due lotti sono ritirati prima dell'inizio dell'asta, fra cui una grande composizione a smalto su lino di Christopher Wool stimata 3-5 milioni di £. Di certo non ha aiutato il clima politico ed economico della Brexit e il pochissimo tempo a disposizione per mettere insieme il catalogo a causa delle elezioni di dicembre.

La Pop Art sugli scudi da Christie’s

La Pop Art sugli scudi da Christie’s

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Warhol e la Collezione Weisman
Dopo un periodo di relativa assenza, il catalogo proponeva ben 13 lavori di Andy Warhol, di cui 10 provenienti dalla stessa collezione di Richard Weisman che alla fine degli anni ‘70 spinse il Re del Pop a produrre una serie di ritratti dei campioni sportivi in voga. Complessivamente questo gruppo ha fruttato 8 milioni di sterline, di cui 5 per il solo ritratto del grande pugile Muhammad Ali, conteso anche dalla galleria Lévy Gorvy .
Il ritratto di Pelé è finito, invece all'art advisor Jude Hess per quasi 600mila £. I tre lavori fuori dalla collezione hanno totalizzato altri 5,3 milioni di £, guidati da una minacciosa composizione di coltelli del 1982 che è andata al garante di parte terza per 2,750 milioni, entro la stima di 2,5-3,5 milioni grazie alle commissioni, mentre ha suscitato una lunga gara di rilanci una classica composizione con fiori del 1964, messa in vendita dall' UniCredit e finita alla galleria Levy Gorvy per 2,1 milioni, oltre la stima di 1-1,5 milioni di £.

Pop Art ieri e oggi
Si è avvalsa della garanzia di parte terza un lavoro più recente di Basquiat, un collage del 1982 dal soggetto forse non particolarmente appetibile per il mercato americano, «La Moschea», che nonostante la buona dimensione quadrata di 1,5 m e la data propizia si è fermata a 3,6 milioni, da una stima di 4-6 milioni di £, quasi 4 milioni con le commissioni.
La galleria Levy Gorvy si è aggiudicata con un solo rilancio un ben più piccolo disegno su carta di Basquiat per 600mila £.
Migliore accoglienza per il Pop inglese, con un paesaggio tardo (del 2006) dell'ottuagenario David Hockney che è passato di mano entro la stima a 3,2 milioni di £.

Artisti tedeschi del dopoguerra
Il catalogo proponeva un gruppo variegato di opere recenti e degli anni ‘90 di diversi artisti tedeschi impegnati a ridefinire la pittura, fra cui spicca una grandiosa tela del 1996 «Mission Rohrfrei (Down Periscope)» basata su una stampa digitale di Albert Oehlen, contesa oltre le stima dalla galleria Luxembourg & Dayan fino a 3,2 milioni di £.
Da segnalare il record per una composizione in 22 pannelli «Untitled» del 1990 del prematuramente scomparso Gunther Forg (1952-2013) acquisita dall'art advisor Gaby Palmieri (già specialista di Sotheby's ) per 1,3 milioni di £. Non ha suscitato, invece, particolari entusiasmi un lavoro bicolore del 2000 «Untitled» di Sigmar Polke, aggiudicato a 3,1 milioni dopo un solo rilancio contro la riserva.
Prosegue il momento di pausa per il mercato di Richter: una sua grande tela raffigurante le «Costellazioni» del 1969 si è fermata sotto la stima a 1,1 milioni, mentre un piccolo quadro iperrealista del 1966 «Umgeschlagenes Blatt (Turned Sheet)» è andato a un acquirente in sala per solo 700mila £, entrambi acquisti intelligenti per lavori di qualità stranamente non apprezzati da un pubblico più ampio.

Artiste in evidenza
A guidare il gruppo di artiste con ottimi risultati è l'ottantanovenne inglese Bridget Riley, con una grande e coloratissima composizione geometrica del 1989 intitolata «Gaillard» che non ha avuto bisogno della garanzia di parte terza per superare la stima alta di 2 milioni a 2,3 milioni di £. La trentenne afro-americana Jordan Casteel ha ottenuto un nuovo prezzo record con il ritratto della Madre del 2013, conteso fino a 515mila £ da una stima di 180-250mila £.
Prezzi oltre le stime anche per due artiste americane attualmente in mostra alla WhiteChapel Gallery a Londra: la quarantenne Dana Schutz ha raddoppiato la stima bassa a 700mila £ con la grande tela «Kissing in the Dump» così come l'afroamericana Tschabalala Self con la composizione «Spare Moment» doppiando la stima a oltre 200mila £, mentre è finita nelle mani del garante dopo un solo rilancio la tela ‘Girl Trouble' del 1999 della già affermata Cecily Brown, sfiorando 1,5 milioni di £. Tocca ora a Phillips chiudere la settimana dell'arte contemporanea con l'asta serale del 13 febbraio.

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