ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl ritorno degli Ipo

Warner Music guida la riscossa dei collocamenti azionari

Scatta, nella musica, lo sbarco maggiore dell’anno. Ma in arrivo ci sono anche società di software, biotech e supermercati

di Marco Valsania

Coronavirus: per la musica in fumo 160 milioni tra live e discografia

Scatta, nella musica, lo sbarco maggiore dell’anno. Ma in arrivo ci sono anche società di software, biotech e supermercati


4' di lettura

Musicisti famosi e meno hanno orchestrato concerti e performance in remoto durante la pandemia. Ma la musica torna adesso in grande stile, se non nei grandi stadi e nelle sale, nell'arena di Wall Street: Warner Music sbarca al Nasdaq mercoledì 3 giugno, con l'obiettivo di rastrellare 1,8 miliardi di dollari e di dare al terzo gruppo del settore al mondo, dietro Sony e Universal, un valore tra gli 11,7 e i 13,3 miliardi di dollari. Warner potrebbe anche assicurarsi un investimento da 200 milioni di Tencent, che già investe in Universal, nell'ambito dello sbarco in Borsa.

È una scommessa che rispecchia sia il recupero del settore dopo le grandi trasformazioni tecnologiche che ne avevano fatto temere l'estinzione, a cavallo dell'inizio del secolo, sia la spinta ricevuta nell'era della pandemia dal ricorso allo streaming anche delle note. E che rappresenta il principale collocamento azionario iniziale del 2020.

Settimana da record

Ma non è il solo segno di un possibile ritorno degli Ipo. In tutto questa settimana quattro Ipo dovrebbero rastrellare quasi tre miliardi, la settimana più intensa nei collocamenti da febbraio, prima della paralisi da pandemia. ZoomInfo Tecnologies, la prima società di software a quotarsi quest'anno, è attesa al debutto ad una valutazione di circa 7 miliardi di dollari. In settimana sbarcheranno anche la Legend Biotech, ad una valutazione di 2,6 miliardi di dollari, e un'altra società di biotecnologie, Pliant Therapeutics, dovrebbe essere valutata circa mezzo miliardo. Altri debutti sono programmati: il colosso dei supermercati Albertson ha in programma un road show per il mese prossimo. Nelle ultime due settimane, inoltre, sei startup hanno presentato documenti per future Ipo.

Il 20 maggio, in un segno di ottimismo, si è quotata SelectQuote, servizio online di comparazione delle assicurazioni, con un incremento del 35% nel primo giorno di scambi. Anche se ad oggi, con 34 società sbarcate e una raccolta di nove miliardi di dollari, il passo rimane il più debole in quattro anni.

Portafoglio invidiabile

Warner Music, per prestigio e dimensioni, può dare prova di un cambio di marcia. Ha in “portafoglio” artisti quali Ed Sheeran e Cardi B fino ai Led Zeppelin. Un patrimonio di content difficile da sottovalutare. Ma ancora nel 2011 era passata di mano per una frazione del valore che cerca oggi, 3,3 miliardi. Allora era stata rilevata e tolta dalla Borsa dalla Access Industries, colosso del miliardario origine russa Len Blavatnik.

La rinascita della musica, e non solo di nicchie più o meno nostalgiche quali il vinile, ma come industria nuovamente in salute e redditizia, è in realtà dovuta all'evoluzione tecnologia che inizialmente aveva portato al crollo. Il passo odierno di questa trasformazione, l'affermazione e crescita dei servizi di streaming, è accompagnato da una riscossa del content.

Certo, la pandemia potrebbe costare cara nell'immediato: Goldman Sachs ha calcolato che potrebbe mandare in fumo un quarto delle revenue, anzitutto a causa della cancellazione di concerti e appuntamenti dal vivo. Un recupero delle entrate è però previsto dall'anno prossimo.
Warner Music è solo l'ultimo esempio. Nel 2016 la cinese Tencent ha rilevato, assieme ad alcun altri investitori, il 10% della Universal Music dando alla società una valutazione di oltre 33 miliardi. Tencent ha anche un accordo che le consente di raddoppiare la sua quota al 20% entro il gennaio prossimo.

Entrate in crescita

Il business della musica mostra la sua rinascita anche nelle cifre complessive. Le entrate globali l'anno scorso sono lievitate a 20,2 miliardi, rispetto ai 14 miliardi di sei anni or sono. Per più di metà le vendite arrivano dagli Usa. E lo streaming genera circa quattro quinti dei ricavi del settore sul mercato degli Stati Uniti. Non basta: è tuttora in crescita.
Il giro d'affari dallo streaming è cresciuto negli Usa del 20%, a 8,8 miliardi di dollari, stando a un rapporto di quest'anno dell'associazione di settore Recording Industry of America. Gli abbonamenti paganti a servizi di streaming, in particolare, sono stati 60,4 milioni da 46,9 milioni l'anno precedente. L'incremento complessivo delle revenue americane rispetto al 2018 è stato del 13% a 11,1 miliardi di dollari. Per Warner il fatturato si è impennato, nell'anno fiscale terminato lo scorso settembre, a 4,5 miliardi, contro i tre miliardi del 2015.

L'operazione, inizialmente programmata per febbraio e slittata per valutare le condizioni del mercato davanti allo shock del coronavirus, prevede il collocamento iniziale di 70 milioni di titoli, pari a quota del 13,7%, a un prezzo compreso tra i 23 e i 26 dollari. A fine del passato trimestre, il gruppo aveva un debito di 3 miliardi. L'Ipo non diluirà tuttavia il controllo di Access: manterrà il 99% dei diritti di voto grazie a una speciale classe di titoli.

Rinascita tra le polemiche
La rinascita della musica non è avvenuta senza polemiche. Gli artisti accusano la nuova realtà che ruota attorno a servizi di streaming di penalizzarli, pagando scarni diritti d'autore. Per la case discografiche, il modello è però diventato una nuova miniera d'oro: i pagamenti che intascano per avere in licenza i brani nei loro “archivi” sono ingenti.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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