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Wärtsilä cambia strategia sulla chiusura di Trieste e apre al dialogo

Dopo la nomina del nuovo ad e presidente per l’Italia, Michele Cafagna, la società non presenterà appello contro l’ordinanza del Tribunale del Lavoro di Trieste che ha ordinato di fermare la procedura

di Cristina Casadei

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

La multinazionale finlandese Wärtsilä cambia strategia sulla chiusura del sito triestino di San Dorligo della Valle, con 451 esuberi, annunciata la scorsa estate, finita al centro del dibattito politico delle ultime elezioni e arrivata in tribunale.

La prima tappa più visibile del cambio di strategia è l’arrivo di un nuovo amministratore delegato e presidente per l’Italia, Michele Cafagna. La seconda riguarda invece la decisione di non presentare appello contro l’ordinanza del Tribunale del Lavoro di Trieste dello scorso 23 settembre che ha ordinato di fermare la procedura per la chiusura dell’attività produttiva dello stabilimento triestino, avviata il 14 luglio.

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Con la nomina di Cafagna la multinazionale ha spiegato di voler rafforzare il leadership team italiano «per compiere il prossimo passo verso il futuro». Certamente gli ultimi mesi sono stati molto complessi. La procedura di chiusura della linea produttiva di grandi motori di Trieste e di delocalizzazione a Vaasa, in Finlandia, per la multinazionale si è infatti rivelata più complicata del previsto, dopo che nei mesi scorsi c’è stata una netta presa di posizione contro la decisione da parte della politica con il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti (Lega), che ha fatto fronte comune con quello del Lavoro Andrea Orlando (Pd) e con il Governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (Lega). Non solo. Nei giorni scorsi la multinazionale ha incassato anche un decreto del giudice del lavoro del tribunale di Trieste per comportamento antisindacale, con risarcimento di 50mila euro a ciascuna delle sigle sindacali (Fiom, Fim e Uilm) che lo hanno presentato e revoca della procedura. La Regione Friuli-Venezia Giulia, invece, ha ritirato il suo ricorso d’urgenza ex art.700 contro la procedura di chiusura.

La scelta della nuova guida per l’Italia è ricaduta su un manager come Cafagna che conosce molto bene il gruppo, dove lavora da oltre 20 anni, con diverse e crescenti responsabilità sia nel business che nelle funzioni di supporto a livello globale. Fin da subito il manager ha sottolineato l’importanza delle scelte condivise e del dialogo. A pochi giorni dal suo insediamento è arrivato l’annuncio di non voler presentare ricorso contro il decreto del Tribunale di Trieste. I prossimi passi, secondo quanto la società spiega in una nota «saranno compiuti dopo aver esaminato la situazione con i sindacati, le istituzioni e le altre principali parti interessate, con il nuovo presidente e amministratore delegato di Wärtsilä Italia, Michele Cafagna, in prima linea. «Ora vogliamo davvero concentrarci sull’avvio delle discussioni con tutti i nostri principali stakeholder e andare avanti in modo collaborativo - spiega Cafagna -. Possiamo costruire una comprensione comune solo parlando insieme. Non c’è dubbio che possiamo ottenere risultati migliori quando lavoriamo tutti per un obiettivo comune». Le parti sociali restano in attesa di una convocazione.

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