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Wartsila, negoziato in stallo. I sindacati chiedono di aprire un tavolo ministeriale

La trattativa è ripartita, ma dopo un paio di incontri Fiom, Fim e Uilm chiedono al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, chiarimenti sulle azioni del Governo per risolvere la vertenza

di Cristina Casadei

(Ansa)

2' di lettura

Il negoziato tra la multinazionale Wartsila, che nei mesi scorsi ha annunciato lo stop della produzione nel sito triestino di San Dorligo della Valle con 451 esuberi, e i sindacati è in una fase di stallo. Nella trattativa, che è ripartita dopo il decreto del giudice del lavoro del Tribunale di Trieste, ci sono già stati un paio di incontri senza però sostanziali avanzamenti e proprio per questo adesso i sindacati, Fiom, Fim e Uilm, chiedono al ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di attivare al più presto il tavolo ministeriale per capire le azioni che intende proporre a sostegno della produzione di motori marini e terresti nel sito di Bagnoli. I sindacati ricordano come secondo le posizioni sostenute dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, dai parlamentari neo eletti nei collegi triestini e dalle forze politiche, la produzione è considerata strategica per la filiera della cantieristica e il sistema manifatturiero italiano.

Nell’ultimo incontro la direzione aziendale, secondo quanto spiegano Fiom, Fim e Uilm, ha fornito informazioni sull’andamento economico e produttivo esclusivamente con riferimento all'attività di produzione dei motori Marine Power e Energy del DCT e DCT-P. Inoltre ha riproposto le ragioni della chiusura del DCT e DCT-P riconducendole ad una sovracapacità produttiva installata (8GW tra Trieste e Vasa) rispetto ad un mercato, quello della produzione di motori, che va restringendosi. Dopo aver comunicato le previsioni per il 2023 sulla produzione di motori nel gruppo Wartsila segnatamente ordini certi per 1GW e per 1,8 GW da confermare, quest'ultimi in gran parte riferiti al settore Energy, la multinazionale ha confermato la revoca del contratto infragruppo per la produzione di motori con effetto per Trieste dal 1° gennaio 2023 inviata il 30 giugno 2022. Inoltre è stato aggiornato il dato sugli organici del gruppo e per singolo sito e manifestato l’intenzione di pianificare transitoriamente, per un breve periodo, nuove commesse in produzione condizionata alla consegna di parte dei motori già completati .

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I sindacati però respingono qualsiasi ipotesi di dismissione della produzione di motori a Trieste ritenendo pretestuose e non condivisibili le motivazioni aziendali e considerano incompleta l’informativa aziendale anche perché priva di qualsiasi riferimento all’attività e ai business complessivi del gruppo e alle prospettive dei singoli siti di Trieste, Genova e Napoli. Proprio per questo chiedono all’azienda di continuare a produrre immettendo nuovi ordini di lavoro su Trieste.


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