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Wärtsilä rinuncia all’appello per annnullare i licenziamenti

Wärtsilä non presenterà appello contro l’ordinanza che ha condannato l’azienda per comportamento antisindacale annullando la procedura di chiusura dell’impianto di Trieste

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Prove di distenzione nella vertenza Wärtsilä, la multinazionale (casa madre finlandese) che ha annunciato a luglio la chiusira dell’attività di produzione di motori per navi nel sito triestino con 450 licenziamenti.

Il gruppo tecnologico Wärtsilä ha deciso di non presentare appello contro l’ordinanza del Tribunale del Lavoro di Trieste del 23 settembre 2022. Il caso è stato infatti portato in quella sede dai sindacati e il Tribunale ha ordinato di fermare la procedura per la chiusura dell’attività produttiva dello stabilimento di San Dorligo della Valle (Trieste), avviata il 14 luglio 2022.
I prossimi passi - fa sapere l’azienda - saranno compiuti dopo aver esaminato la situazione con i sindacati, le istituzioni e le altre principali parti interessate, con il nuovo presidente e amministratore delegato di Wärtsilä Italia, Michele Cafagna, in prima linea.
«Ora vogliamo davvero concentrarci sull’avvio delle discussioni con tutti i nostri principali stakeholder e andare avanti in modo collaborativo. Possiamo costruire una comprensione comune solo parlando insieme. Non c’è dubbio che possiamo ottenere risultati migliori quando lavoriamo tutti per un obiettivo comune», dichiara Cafagna.

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Fra i lavoratori c’è cautela: «La vertenza prosegue. non ci facciamo illusioni su un ripensamento nel voler continuare a produrre motori a Trieste», commenta il segretario della Uilm Uil di Trieste Antonio Rota in merito all’annuncio da parte della multinazionale finlandese di non voler procede ad appello. È evidente che la mobilitazione dei lavoratori con l’azione portata avanti da Fim, Fiom e Uilm ha assestato un un duro colpo - dichiara il segretario della Uilm Uil di Trieste. - L’azienda evidentemente ha capito che è il caso di sedersi al tavolo con un atteggiamento diverso da quello del 14 luglio scorso. Tuttavia non ci facciamo illusioni. La vertenza prosegue. Importante sarà la ripresa del confronto con il nuovo Governo che si formerà nei prossimi giorni».

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