ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCrisi industriali

Wärtsilä riprende il dialogo con i sindacati ma va avanti sulla chiusura di Trieste

Nell’incontro tra la multinazionale e le rappresentanze dei lavoratori è stata data la disponibilità, condizionata alla consegna dei motori, a pianificare transitoriamente nuove commesse di produzione

di Cristina Casadei

(ANSA)

3' di lettura

Sulla dismissione del sito triestino Wärtsilä non torna indietro, ma cambia l’approccio. Al primo incontro con i sindacati ha partecipato anche il nuovo amministratore delegato, Michele Cafagna, ma le rappresentanze son rimaste deluse dalla sostanza, come spiegano in una nota, perché l’azienda ha confermato la volontà di dismissione della produzione del sito di San Dorligo della Valle.

L’incontro

L’incontro che si è svolto nella tarda serata di martedì era previsto per ottemperare al pronunciamento del Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste dello scorso 23 settembre, che ha giudicato antisindacale la condotta della multinazionale e la ha condannata anche ad adempiere agli obblighi di informazione previsti dalla contrattazione nazionale e aziendale.

Loading...

La domanda di motori più piccoli, efficienti e flessibili

In una nota congiunta, Fim, Fiom e Uilm giudicano l’incontro deludente perché la società «non ha fornito alle organizzazioni sindacali e alla Rsu informazioni di dettaglio sull’andamento economico e produttivo del gruppo e dei singoli siti, sulle prospettive occupazionali, sugli investimenti.La direzione aziendale ha ripercorso lo sviluppo industriale degli ultimi 20 anni della produzione dei motori, evidenziando che il mercato di riferimento di Wärtsilä continuerà ad alimentare una domanda di motori per un lungo tempo, anche con caratteristiche diverse: più piccoli, più efficienti, più potenti e più flessibili nel poter essere alimentati da diverse tipologie di combustibile».

L’insaturazione del sito triestino

Se al sito triestino la multinazionale ha riconosciuto una produzione di alta qualità che ha dato soddisfazione ai clienti, dall’altro lato però ha sottolineato «una insaturazione della capacità produttiva installata negli stabilimenti della corporate conseguente alla riduzione dei volumi nel mercato della motoristica per effetto della pandemia e della guerra in corso tra Ucraina e Russia», spiegano Fim, Fiom e Uilm. Di qui la conferma della decisione «di dismettere la produzione dello stabilimento di Trieste, anticipando una disponibilità, condizionata alla consegna dei motori, a pianificare transitoriamente nuove commesse di produzione (motori)».

Le prossime tappe

Fim, Fiom, Uilm respingono però qualsiasi ipotesi di dismissione della produzione di motori, chiedono la continuità produttiva del sito triestino e l’immissione immediata in produzione di nuove commesse di lavoro. La vertenza continua e nei prossimi giorni i sindacati solleciteranno un incontro con il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e con il nuovo Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il Governatore ha però spiegato che il primo atto spetta al ministro al quale chiede di «riattivare con urgenza il tavolo ministeriale sulla situazione in cui versa lo stabilimento di Bagnoli della Rosandra per avviare una discussione seria e rispettosa delle reciproche prerogative che abbia ad oggetto la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento giuliano». Con questa richiesta al ministro, la Regione vuole «focalizzare l’attenzione su uno dei primi problemi da affrontare per il nostro territorio su cui è quanto mai necessario adottare una visione complessiva anche rispetto allo sviluppo economico che non può più trascendere anche dall’assunzione di scelte determinanti fra cui la rivisitazione della legislazione sul settore industriale. La battaglia per la difesa dello stabilimento della Wartsila rientra in una visione di filiera strategica che deve essere portata al di là dei confini del territorio di Trieste». In serata il ministro Urso ha sentito Fedriga per comunicare che ha intenzione di «convocare a breve il tavolo di crisi. Svolgeremo prima alcuni incontri bilaterali sul futuro del sito con l’obiettivo di favorire un confronto serio e responsabile tra le parti coinvolte premessa necessaria per individuare le soluzioni possibili».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti