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Washington vuole Nokia e Ericsson in funzione anti-Huawei. La Borsa specula

Il ministro della Giustizia Barr ipotizza un gruppo tlc alleato che contenda ai cinesi il mercato delle tecnologie 5G. E il primo socio di Ericsson apre all'idea

di Andrea Fontana

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Il ministro della Giustizia Barr ipotizza un gruppo tlc alleato che contenda ai cinesi il mercato delle tecnologie 5G. E il primo socio di Ericsson apre all'idea


2' di lettura

E' rally per Nokia alla Borsa di Helsinki e per Ericsson a Stoccolma: il mercato specula sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia americano che ha suggerito di creare un rivale di Huawei nelle reti 5G prendendo il controllo delle due aziende europee delle telecomunicazioni. Le azioni Nokia sono arrivate a guadagnare il 7% sfiorando i 7 euro, mentre quelle di Ericsson hanno guadagnato anche il 5%.

Barr: Usa o Europa valutino big del 5G
Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero prendere in considerazione l'acquisto da parte di Washington di una quota di controllo nelle due aziende europee «o in modo diretto o tramite un consorzio di aziende americane e alleate», ha detto William Barr durante un intervento a una conferenza a Washington. Mettere a disposizione di una o di entrambe le aziende «il nostro mercato e la nostra forza finanziaria» sarebbe utile a creare un «avversario più formidabile ed eliminerebbe i dubbi sulla capacità (di Nokia ed Ericsson) di rimanere al potere», ha detto Barr.

Con Huawei e ZTE Cina ha leadership globale
Barr ha fotografato il mercato globale delle infrastrutture 5G sottolineando come la Cina sia il leader nel settore grazie a Huawei e ZTE che insieme hanno conquistato il 40% del mercato. In particolare, Huawei è il fornitore principale in tutti i continenti con l'eccezione del Nord America. Mentre gli Stati Uniti non posseggono un fornitore di tale portata, Nokia (con il 17% della quota di mercato) e Ericsson (14%) sono i due principali competitor dei cinesi.

E primo socio Ericsson apre: sì ma al giusto prezzo
Se le due aziende nordeuropee non hanno commentato la dichiarazione, così come i governi di Stoccolma e di Helsinki, tuttavia il principale azionista di Ericsson, Cevian Capital (che ha l'8,4%): secondo quanto riferito da Reuters, uno dei managing partner di Cevian, Christer Gardell, ha giudicato "decisamente positivo" un interesse Usa per l'azienda aggiungendo che una eventuale operazione dovrebbe avvenire a valori di Ericsson ben più elevati rispetto a quelli attualmente riconosciuti dal mercato. Secondo lo stesso Gardell un'operazione su Ericsson incontrerebbe meno ostacoli rispetto a una su Nokia, partecipata con una piccola quota dallo Stato finlandese.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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