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Watch Dogs: Legion e i mille volti della rivoluzione nella Londra post-Brexit

Hacking, resistenza e futuro. Watch Dogs: Legion arrivato al suo terzo e ultimo capitolo. Nel gioco potremo trasformare in ribelle ogni cittadino di Londra. Per Xbox, Pc, Ps4 e Stadia

di Luca Tremolada

Watch Dogs: Legion

Hacking, resistenza e futuro. Watch Dogs: Legion arrivato al suo terzo e ultimo capitolo. Nel gioco potremo trasformare in ribelle ogni cittadino di Londra. Per Xbox, Pc, Ps4 e Stadia


2' di lettura

Hacking, resistenza e futuro. Watch Dogs: Legion arrivato al suo terzo e ultimo capitolo prova a rivoluzionare una saga che sembrava avere già detto tutto quello che dovevo dire. Ci riesce grazie a una idea di gameplay e a uno ambiente narrativo che per i fan è già cult. Ma per quanto paradossale per una serie distopica, sente il trascorrere del tempo, sembra essere venuta meno una prospettiva da Next-gen.

Londra 2026

Siamo nel 2026 in una Londra al collasso dopo l’uscita dall’Europa. Il post Brexit è stato violento per la capitale britannica che si ritrova fuori controllo. Una serie di attentati spinge il governo ad affidarsi all’ esercito privato di Nigel Cass che a sua volta è in combutta con Mary Kelley, il capo della più potente organizzazione criminale di Londra. Noi siamo il collettivo hacker DedSec, veniamo messi in mezzo nostro malgrado e subito siamo accusati di essere gli autori dell’attacco a Londra. Sullo sfondo come ci ha abituato la serie le conseguenze della “datafication”, la privacy, le tecnologie pervasive, l’internet delle cose, le dinamiche di rete, la cultura digitale e tutto l’armamentario teorico connesso con la società data-driven.

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Cosa non ci è piaciuto.

Ecco diciamo che sotto questo profilo sono rimasti un po’ al palo. La cronaca tech ha guadagnato terreno e alcuni scenari di controllo da grande Fratello hanno fatto un po’ il loro tempo. Questo per dire, che la società e la cronaca delle grandi piattaforme digitali sta dando spunti di riflessioni nuovi e ancora più inquietanti.

Cosa ci è piaciuto.

Per alcuni di noi è un gioco cult, gli hacker punk sono ormai un genere accogliente e comodo, per certi versi vintage. Anche i personaggi sono ben scritti, non dicono cose banali e non sembrano usciti da una seriaccia di serie B. La svolta però è tutta nel gameplay: la possibilità di interpretare uno qualsiasi dei cittadini della capitale britannica rende il gioco qualcosa di nuovo. Formare una squadra di supereroi o scegliere deboli ma talentuosi uomini comuni? Le possibilità sono svariati, le potenzialità c’erano tutte. Ho assunto l’identità di oltre una decina di londinesi. Il tempo di gioco si allunga piacevolmente. Magari una trama più strutturata sul gameplay e meno caotica avrebbe reso questo terzo capitolo davvero rivoluzionario.

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