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Web tax, l’Italia faccia da apripista in Ue con la revisione di stabile organizzazione

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(Alamy Stock Photo)


2' di lettura

«L'Italia faccia da apripista in Europa con la revisione della definizione di stabile organizzazione». È la proposta del presidente di Confindustria Digitale Elio Catania che tende a superare l'emendamento della legge di stabilità che sarà in votazione oggi alla Camera. «Rivedere le norme sulla stabile organizzazione – spiega Catania - è la via più efficace per accelerare sulla riforma della fiscalità e catturare quanto prima il valore creato dall'economia digitale. L'equità fiscale rappresenta una priorità da affrontare con urgenza, le distorsioni oggi esistenti non sono accettabili. Il digitale ormai investe tutta l'economia ed è un grave errore trattarlo come un settore a sé stante verso cui istituire un regime speciale di tassazione».

Non alla ricorsa a fare cassa con regole nazionali
«Il riequilibrio delle entrate a vantaggio del nostro Paese è un fatto dovuto – continua il presidente di Confindustria Digitale – ma la rincorsa a fare cassa attraverso regole nazionali, che vede oggi impegnato il Parlamento attraverso un susseguirsi erratico di emendamenti alla legge di stabilità, dimostra chiaramente l'estrema difficoltà a definire, con i concetti della fiscalità tradizionali, la base imponibile del digitale. Stanno venendo fuori norme contorte, di incerta attuazione, che, paradossalmente, incidono sulle imprese italiane e complicano la vita di quelle che acquisteranno servizi digitali assimilandole addirittura a sostituti d‘imposta . Norme che per la prima volta vanno a gravare sui ricavi e non sugli utili, determinando un aumento della pressione fiscale proprio sulla parte più innovativa dell'economia italiana. Tale impostazione va palesemente contro la politica di digitalizzazione del sistema produttivo italiano, di cui il governo con i programmi Banda ultraularga e il Piano Industria 4.0 ne sta facendo asse portante della crescita».

Si fissino nuove condizioni Ue
Catania auspica «che questa impostazione venga abbandonata e che il nostro Paese scelga di fornire un contributo veloce, positivo, concreto, per stabilire le condizioni che possano dare luogo a una nuova forma di organizzazione stabile, fiscalmente rilevante che riequilibri introiti e quadro di fiscalità. Ciò in linea con quanto già a livello europeo si sta elaborando e nella direzione di valorizzare opportunamente il digitale come fattore di crescita».

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