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Webuild corre nel giorno dei conti 2020, confermati i target 2023

E' stato approvato anche il progetto di scissione da Astaldi. Proposta la distribuzione di un dividendo di 0,055 euro per ciascuna azione ordinaria e di risparmio

di Eleonora Micheli

2' di lettura

Webuild in rialzo sull'Mta di Piazza Affari nel giorno dell’annuncio dei conti del 2020 e dopo l’approvazione del progetto di scissione di Astaldi da parte dei Cda delle due aziende. Nel dettaglio il gruppo di grandi opere ha chiuso l’anno passato, quando è stata completata l’acquisizione di Astaldi, con ricavi combined (considerando il contributo di Astaldi per l’intero 2020) pari a 6,4 miliardi. I ricavi adjusted, che computano Astaldi solo per due mesi, sono in linea con il 2019 e pari a 5,3 miliardi. L'ebitda combined ha raggiunto 820,6 milioni e quello adjusted 779,1 milioni (+85%). L'indebitamento finanziario netto è stato «significativamente migliore del target e pari a 441,9 milioni (da 631,4 milioni a dicembre 2019), grazie principalmente alla gestione del capitale circolante netto». L’utile netto adjusted attribuibile ai soci della controllante si è attestato a 275,4 milioni rispetto ai 5 milioni del precedente esercizio.

Il Cda ha proposto all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,055 euro per ciascuna azione ordinaria e di risparmio, per un importo totale di 49,1 milioni. I vertici del gruppo hanno indicato per il 2021 una crescita dei ricavi tra 6,5 e 7,2 miliardi, coperta interamente dal backlog attuale, un recupero dell'Ebitda margin a circa l'8% supportato dal processo di efficientamento dei costi, una riduzione dell'indebitamento finanziario netto tra 0,5 e 0,3 miliardi e nuovi ordini, che includono quelli per i quali Webuild è risultato aggiudicatario o migliore offerente, per 2,5 miliardi. In conference call con gli analisti, il management ha anche confermato i target al 2023 e i 120 milioni di sinergie a livello di Ebit che deriveranno dall'operazione Astaldi.

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I Cda di Webuild e Astaldi hanno inoltre approvato l’operazione di scissione con il parere favorevole dei rispettivi Comitati Parti Correlate. Il progetto sarà sottoposto all’approvazione delle assemblee di Astaldi e Webuild previste per il 29 e 30 aprile 2021 e vedono «confermate integralmente le linee guida dell’operazione comunicate lo scorso 15 marzo» con efficacia dell’operazione stimata per il primo agosto 2021. La composizione stimata dell’azionariato a valle dell’operazione di scissione vede Salini Costruttori diluirsi dal 45% al 40,4%, Cdp Equity dal 18,7% al 16,8%, Unicredit resterà al 5,4%, Intesa Sanpaolo scenderà dal 5,3% al 5,2%, Banco Bpm salirà dallo 0,7% allo 0,9% mentre il flottante salirà dal 24,9% al 30,8%.

Equita, che avendo prestato consulenza ad Astaldi non può esprimere giudizi sulle azioni della società, ha indicato che i risultati sono sotto le attese. Banca Akros raccomanda cautela («hold» la valutazione), individuando un target di prezzo più basso delle attuali quotazioni e pari a 1,4 euro, pur commentando che a livello operativo i risultati sono stati lievemente sopra le attese. «I conti del 2020 sono in linea - hanno però concluso – e anche le i ndicazioni per il 2021 sono ragionevoli con le nostre aspettative».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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