cina digitale

WeChat e Alipay, ora possono pagare anche i turisti: come funziona

Le due piattaforme, molto popolari in Cina, hanno investito nelle partnership con i grossi circuiti di pagamento internazionali per offrire il pagamento mobile anche a turisti e residenti stranieri

di Rita Fatiguso


default onloading pic
Un pagamento effettuato via Tencent's Wechat Pay ad Harbin durante l’Expo Cina-Russia (Afp)

4' di lettura

I social e servizi online che permettono transazioni via QR code stanno accorciando le distanze tra Cina e resto del mondo (e viceversa), superando distanze di ogni tipo.

Il percorso è tutt'altro che semplice, visto che lo yuan, la divisa cinese, resta non convertibile, ma l'accelerazione impressa dai colossi locali è in grado di produrre incredibili effetti a catena.

Come paga un turista in Cina
Fino a qualche tempo fa sarebbe stato impossibile per uno straniero in Cina acquistare grazie a WeChat Pay un biglietto di treno Pechino-Shanghai senza dover aprire un conto bancario locale.

Nè per un turista cinese di passaggio a Milano decidere di fermarsi qualche giorno in più in città dopo aver scaricato le info dell'App e del miniprogram WeChat realizzati da YesMilano, l'agenzia di Comune e Camera di commercio che promuove il marchio Milano.

Tantomeno, senza l'operatività all'estero di Alipay, la piattaforma dei pagamenti di Alibaba, un cinese non avrebbe potuto darsi allo shopping di prodotti Made in Italy nel quadrilatero della moda via telefonino: una volta a casa, perdipiù, Alipay ti assicura anche il tax refund. Comodo, no?

Tutto ciò è stato reso possibile grazie agli investimenti massicci fatti dai colossi dell'online cinese per aprirsi a nuovi mercati e permettere ai cinesi di affrontare i loro viaggi oltre la Muraglia.

La strategia espansiva delle piattaforme cinesi
Sono circa 220 i milioni di visitatori cinesi che viaggeranno all'estero entro il 2025, sono loro ad aver aperto la breccia nei circuiti di pagamento cinesi all'estero e adesso anche dei clienti stranieri in Cina, che entro il 2030 totalizzerà entro il 2030 quasi un quarto del turismo globale.

Colossi dell'online, ma anche colossi finanziari. Ant Financial, il braccio operativo dei pagamenti online di Alibaba vanta 1.2 miliardi di utilizzatori nel mondo e ha ottenuto anche la licenza del Governo di Pechino per muoversi come banca tout court, il che ne ha amplificato l'operatività.

Proprio grazie a un QR, Alipay da poco fornisce servizi di pagamento mobile anche agli stranieri in Cina che si sommano ai suoi 800 milioni di utilizzatori cinesi.

La chiave di volta è stata l'attività di Ant Financial che ha lavorato duramente con partner stranieri per andare incontro alle esigenze dei turisti cinesi all'estero ai quali ha fornito anche servizi di e-wallet locali.

WeChat, nata solo otto anni fa ad opera del gigante tecnologico di Shenzhen, Tencent, è riuscita a sommare le funzioni di Facebook e Whatsapp ed è arrivata prima sui pagamenti mobili: adesso è l'app di messaggistica più popolare in Cina, con una base mensile a partire dall'anno scorso di oltre 1 miliardo di utenti.

Anche WeChat ha lavorato sodo all'estero con i circuiti Visa, Mastercard, Amex, Discover global, JBC tutti giganti che hanno linkato le loro carte di credito a WeChat Pay.

Per le carte di credito non cinesi la marcia sulla Cina, di per sé, è stata altrettanto complessa: hanno dovuto lottare contro il monopolio di ChinaUnionPay e solo da poco si stanno aprendo per loro le porte del mercato cinese.

Anche la rivalità tra WeChat e Alipay ha contribuito ad accelerare i tempi, entrambi, da pochissimo, hanno aperto al pagamento per le transazioni e i servizi in Cina, incluso l'acquisto di biglietti dei treni. Quest'ultimo è un valore aggiunto in Cina, dove ogni biglietto deve essere nominativo e l'acquisto di norma è possibile solo presentando fisicamente il passaporto. Ora bastano pochi secondi via app utilizzando un QR code.

L’iniziativa del Comune di Milano
Proprio le potenzialità dei social cinesi hanno spinto il Comune di Milano a creare l'account WeChat e un miniprogram dedicati ai turisti cinesi che visitano la città. Ma ottenere l'account e agganciarsi alla rete WeChat non è stato facile, gli account istituzionali, per giunta aperti all'estero, richiedono un percorso più lungo.

“Quello cinese – dice il direttore di Yes Milano Pierluigi Borgogelli l'agenzia del Comune e della Camera di commercio di Milano e Monza Brianza per l'attrazione di turisti oltre che di talenti e investimenti. – è comunque un potenziale turistico ancora inespresso. Il nostro canale usa il brand YesMilano, in cinese “experience Milano”, ed è destinato al target di utenti che si trova già in Europa o a Milano. L'obiettivo primario è di fornire un servizio e di dare supporto ai turisti già presenti in città con il coinvolgimento di aziende, istituzioni, musei e altri soggetti che si possono ritagliare “sezioni” come SEA, Fiera Milano, per fare qualche esempio”. Una guida della città che punta a diventare una vetrina delle offerte turistiche cittadine, in grado di dialogare col pubblico cinese anche attraverso offerte commerciali su misura”.

C'è però un vento contrario che spira sempre in direzione di Pechino e dal quale bisogna proteggersi. L'esigenza di monitorare una platea sterminata di utilizzatori e anche una crescente all'estero ha portato i colossi dell'online a intensificare e complicare le procedure di controllo.

Aprire un account WeChat all'estero è più difficile, bisogna che un altro utente già attivo da almeno sei mesi garantisca per il nuovo utilizzatore. Come? Scannerizzando il QR code generato e garantendo, a sua volta, un legame con un WeChat wallett. Circostanze difficili da realizzarsi in un stesso momento.

Per approfondire:
Milano apre su WeChat un canale in cinese

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...