Me Too, la causa civile

Weinstein non si riconosce colpevole ma paga 25 milioni alle vittime dei suoi abusi

L'ex magnate di Hollywood raggiunge un'intesa di massima, senza ammettere la propria colpevolezza, nella class action civile presentata da attrici e dipendenti. Ma rimane aperta la causa penale che lo vedrà imputato in tribunale a gennaio

di Marco Valsania


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(AFP)

2' di lettura

Harvey Weinstein, assieme ai suoi collaboratori, alla sua ex casa cinematografica e ai suoi assicuratori, ha raggiunto un accordo di massima con i legali della maggior parte delle vittime che l’hanno accusato di molestie sessuali e stupro. In tutto oltre una trentina tra attrici ed ex dipendenti della sua società lo hanno denunciato per abusi compiuti nel corso di anni.

Risarcimenti
L’intesa, in sede civile, vedrà 25 milioni versati sotto forma di risarcimento nella causa civile. I 25 milioni alle sue accusatrici sarebbero una parte di un totale di 47 milioni di dollari con cui la società chiuderebbe i conti con i
creditori. Weinstein e gli esponenti del board della sua società non ammetteranno colpe, né avranno a carico significativi oneri. I termini devono ancora essere approvati dal magistrato incaricato del caso di class action, ma gran parte dei costi sara' nei fatti sostenuta dalla Weinstein Co., l'ex casa di produzione del magnate di Hollywood, e dai suoi assicuratori.

Le vittime più famose di Harvey Weinstein

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Il caso penale
Il compromesso in sede civile, per quanto significativo, non rappresenta tuttavia l'ultima parola sulla vicenda. Non ferma infatti il caso penale contro Weinstein. Il processo è stato fissato a partire dal 6 gennaio. A portarlo avanti è la procura di Manhattan e ruota attorno a cinque capi d'accusa: tra questi due sono per aggressione sessuale e due per stupro. Weinstein si è dichiarato innocente. Il magnate ha visto anche la cauzione per rimanere in libertà in attesa del processo raddoppiata a due milioni di dollari, in reazione a manomissioni del braccialetto elettronico che è obbligato a indossare.

Me Too
Lo scandalo che ha travolto Weinstein, esploso a ottobre nel 2017, è diventato un episodio cruciale per il movimento “Me Too”, che in questi anni ha acceso i riflettori come mai prima sulla violenza e le molestie sessuali subite dalle donne sul posto di lavoro. In particolare ha esposto gli abusi nel mondo dello spettacolo e nel settore dei mass media.

I dettagli dell’accordo
Più in dettaglio, l'intesa preliminare ora siglata, tra i 47 milioni complessivi, prevede che sei milioni vadano direttamente alle donne che hanno sporto denuncia e ai loro avvocati. Altri 18,6 milioni verranno invece destinati a un fondo speciale creato per pagare danni a ulteriori vittime. Circa 7 milioni compenseranno alcuni creditori della casa cinematografica che fu di Weinstein. E 12 milioni copriranno i costi legali sostenuti dagli ex collaboratori del noto produttore.

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