CONFINDUSTRIA LOMBARDIA

Welfare aziendale in due impresee lombarde su tre

di Luca Orlando


default onloading pic

3' di lettura

Welfare presente in due aziende su tre, premi variabili nel 34% delle imprese, 110 ore di assenteismo in media all’anno. Sono i principali risultati dell’11esima edizione de ‘Il mercato del Lavoro in Lombardia', indagine di Confindustria Lombardia che analizza le caratteristiche della vita quotidiana delle imprese.

Il rapporto 2018 è realizzato attraverso un campione di oltre mille imprese associate, rilevazione quest'anno è stata arricchita dalla collaborazione con Ayming, gruppo internazionale di consulenza, che realizza un barometro sull'assenteismo e la motivazione. Strumento che permette di realizzare una serie di correlazioni sui meccanismi legati alle assenze e all'engagement delle persone nelle imprese.

In termini di assenza, sono 110 all’anno le ore complessivamente perdute dall'addetto medio, con un tasso di assenza (percentuale delle ore di assenza su quelle lavorabili) totale pari al 6,7% nel 2017 (6,6% nell'industria e 7,2% nel terziario). Il tasso di assenza aumenta con il crescere della dimensione aziendale (4,0% nelle micro imprese, 5,1% nelle piccole, 5,9% nelle medie e 7,1% nelle grandi) e con la diminuzione della qualifica (3,4% nei quadri, 5,7% negli impiegati/intermedi, 8,4% negli operai) e risulta più elevato per le donne (9,9%), rispetto agli uomini (5,6%). Nel corso degli ultimi tre anni il tasso di assenza è passato dal 5,9% del 2015 al 6,8% del 2016 al 6,7% nel 2017.

Il fenomeno delle assenze, si spiega nello studio, risulta comunque strettamente legato alla motivazione che le persone trovano sul posto di lavoro: l'andamento dell'uno è inversamente proporzionale all'altro.
Lo smart working viene utilizzato nel 7,0% delle aziende, con una maggiore penetrazione fra le realtà dei servizi (13,8%) rispetto a quelle industriali (5,6%). Allo stesso tempo lo smart working risulta crescente all'aumentare della classe dimensionale (3,6% fra le micro imprese, 3,9% fra le piccole, 7,6% fra le medie e 16,4% fra le grandi). Lo strumento è inoltre attentamente valutato da una buona parte delle imprese che ancora non lo adottano e nei prossimi anni potrebbe arrivare a intercettare il 16,4% delle imprese lombarde.
Nel 48% delle imprese (tra quelle che lo adottano) lo smart working è presente in forma strutturata, tramite un regolamento o un accordo aziendale, mentre nel rimanente 52% dei casi si fa riferimento solamente ad accordi individuali.
La quota di “presenza strutturata” è più alta nell'industria (45%) che nei servizi (38%) e si intensifica al crescere della dimensione aziendale (22% nelle micro, 31% nelle piccole, 39% nelle medie e 61% nelle grandi). Questa modalità pone l'accento sulla flessibilità organizzativa e aiuta il lavoratore a conciliare i
tempi di vita e lavoro favorendo, al contempo, la crescita della sua produttività.
Il 33,9% delle imprese censite ha applicato nel 2017 un contratto collettivo aziendale che prevede l'erogazione di un premio di risultato; 36,1% delle imprese industriali e 22,9% delle imprese di servizi. La presenza della contrattazione aziendale con premi di risultato tende ad aumentare al crescere della dimensione aziendale: 5,6% nelle micro imprese, 17,5% nelle piccole, 47,1% nelle medie e 76,0% nelle aziende con oltre 250 dipendenti.
L'incidenza del premio di risultato sulla retribuzione è del 3,5% per i quadri, 4,1% per gli impiegati e 4,2% per gli operai. I contratti aziendali risultano essere quindi uno strumento che riscontra un buon utilizzo da parte delle
imprese lombarde, con percentuali molto significative per alcuni segmenti di impresa.

L'indagine ha rilevato la presenza di welfare aziendale nel 65,9% delle imprese (66,9% delle imprese industriali e 60,6% delle imprese di servizi).
Una presenza che cresce all'aumentare della classe dimensionale delle imprese: nelle micro è pari al 49,6%, fra le piccole raggiunge il 58,2%, fra le medie sale al 74,3% e fra le grandi raggiunge addirittura l'84,8%.
Tra gli strumenti previsti, al primo posto si colloca l'assistenza sanitaria integrativa (presente nell'80% delle imprese che hanno dichiarato l'utilizzo di almeno una forma di welfare). Seguono la previdenza complementare (67%), la somministrazione di vitto-mensa (52%) e altri fringe benefit (49%). I rimanenti
strumenti si posizionano a maggiore distanza. Le misure assorbono risorse mediamente il 2,3% del costo del personale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...