rapporto Save the Children

Welfare e maternità: Trentino regione top per fare figli, Sicilia in coda

di Al.Tr.


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2' di lettura

Diventano madri sempre più avanti negli anni (31,7 l'età media al parto), spesso sono costrette a rinunciare al lavoro e al tempo libero a causa degli impegni familiari (l'Italia, con il 42% di disoccupate 25-49enni l'Italia occupa il penultimo posto per tasso di occupazione femminile nell'Ue a 28 Paesi). Ma anche per colpa di un welfare inadeguato e iniquo, con un evidente divario Nord-Sud. È la fotografia della condizione materna nel nostro paese scatta dal rapporto "Le equilibriste: la maternità tra ostacoli e visioni di futuro" diffuso oggi da Save the Children.

Divario Nord-Sud
Nella classifica del Mothers' Index (Indice della Madri) italiano elaborato da Save The Children sulla base dei tre indicatori di cura, lavoro e servizi per l'infanzia, svetta il Trentino-Alto Adige, che per il secondo anno consecutivo conquista il primo posto confermandosi la regione "mother friendly" per eccellenza. Al secondo posto c'è la Valle d'Aosta, seguita da Emilia-Romagna (3°), Lombardia (4°) e Piemonte (5°). Emblematico il caso del Veneto, che rispetto allo scorso anno, sale di tre posizioni (dal 9° al 6° posto). Mentre è la Sicilia (20°), dice il rapporto, a registrare la performance peggiore a livello nazionale, preceduta da Calabria (19°), Puglia (18°), Campania (17°) e Basilicata (16°).
Save The Children sottolinea però che, accanto al dato complessivo negativo di situazioni come quella siciliana, altre regioni hanno mostrato un abbassamento delle performance pur mantenendo delle posizioni medie, come Liguria (11°) e Toscana (8°) che perdono ben 3 posizioni rispetto al 2016, o la Puglia che ne perde due.

«Ancora lontani da modello virtuoso»
«La condizione delle madri in Italia è ancora critica. Il divario tra Nord e Sud è drammatico e inaccettabile. Ed in ogni caso, anche nelle regioni del Nord, siamo ancora lontani da un modello virtuoso che renda la maternità una risorsa piuttosto che un impedimento» Così Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, commenta i dati, sottolineando che «serve un impegno collettivo delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti per permettere alle mamme di vivere la gioia della maternità senza rinunciare alla propria vita professionale e sociale».

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