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Wells Fargo: 3 miliardi di multa per chiudere lo scandalo dei conti fantasma

La quarta banca americana ha ammesso le colpe nella truffa dei 3 milioni di conti correnti aperti all'insaputa dei clienti. La Sec rimborserà anche gli investitori danneggiati con 500 milioni di penale pagati dall'istituto californiano

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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(AFP)

La quarta banca americana ha ammesso le colpe nella truffa dei 3 milioni di conti correnti aperti all'insaputa dei clienti. La Sec rimborserà anche gli investitori danneggiati con 500 milioni di penale pagati dall'istituto californiano


3' di lettura

NEW YORK - Wells Fargo ha patteggiato con le autorità federali, ha ammesso le sue colpe per lo scandalo dei conti correnti fantasma e pagherà una maxi multa da 3 miliardi di dollari per chiudere tutti i contenziosi. Come parte dell'accordo la banca di San Francisco evita un ulteriore procedimento penale e si è impegnata a continuare la collaborazione con gli inquirenti.

“Wells Fargo ha danneggiato la sua reputazione truffando milioni di clienti per fare profitti nel breve termine” ha detto il giudice federale Nick Anna nel dispositivo dell'accordo tra l'istituto di credito, il Dipartimento di Giustizia e la Sec, l'autorità americana che regola i mercati finanziari. “Questa vicenda – ha detto ancora il giudice – ha messo in luce un completo fallimento della leadership nella banca a tutti livelli”. Il patteggiamento con le autorità federali pone fine a un'indagine avviata tre anni fa sulla frode dei 3 milioni di finti conti correnti aperti dalla banca californiana.
La quarta banca più grande degli Stati Uniti ha ammesso di aver incassato milioni di dollari in commissioni e interessi sui conti fantasma utilizzando i dati personali sul rating del credito dei suoi clienti. I 3 miliardi di multa che Wells Fargo ha accettato di pagare comprendono anche una penale di 500 milioni di dollari di danni civili che la Sec pagherà agli investitori – Warren Buffett è uno dei principali azionisti della banca – danneggiati dal comportamento del vecchio management della banca californiana sulla vicenda dei conti fantasma, una truffa andata avanti per decenni che oltre ai vertici dell'istituto di credito ha coinvolto migliaia di dipendenti che utilizzavano i conti fantasma, le carte di credito e di debito e i servizi di pagamento delle bollette legate agli stessi conti per gonfiare i ricavi dell'istituto.

Lo scandalodei conti fantasma è scoppiato nel settembre 2016, con le rivelazioni sugli oltre 3 milioni di falsi conti correnti aperti da Wells Fargo all'insaputa dei suoi clienti. Conti che hanno permesso a migliaia di dipendenti di raggiungere gli elevati target di performance fissati dalla banca statunitense. Dopo le rivelazioni della stampa, più di 5.000 dipendenti del gruppo sono stati licenziati, l'amministratore delegato, John Stumpf, è stato costretto alle dimissioni e alla rinuncia alla buonuscita alla fine del 2016. Stumpf è stato condannato a non lavorare a vita nell'industria bancaria e al pagamento di una sanzione di 17,5 milioni di dollari per il suo ruolo nella gigantesca truffa.
Wells Fargo a maggio del 2018 aveva già raggiunto un accordo per chiudere una class action intentata dai clienti truffati con il pagamento di un risarcimento di 480 milioni di dollari. All'epoca la banca aveva negato le accuse, a differenza di questo patteggiamento dove si è dichiarata colpevole, ma aveva detto di aver aderito all'accordo “per evitare i costi e fermare ulteriori contenziosi”.

Ad aprile 2018, Wells Fargo inoltre aveva già patteggiato una multa di un miliardo di dollari con due agenzie federali statunitensi, per aver truffato i suoi clienti su mutui e assicurazioni auto: la banca ha versato 500 milioni all'Office of the Comptroller of the Currency e altrettanti al Consumer Financial Protection Bureau (Cfpb). Dopo lo scandalo la Fed aveva obbligato Wells Fargo a sostituire quattro membri del consiglio di amministrazione e a introdurre delle policy regolamentari per migliorare le sue pratiche di business. Nel settembre 2016, la banca aveva già versato al governo federale una multa di 185 milioni di dollari per lo scandalo dei conti fantasma.
Il nuovo ceo della banca Tim Sloan in questi anni ha avviato un drastico piano di ristrutturazione che ha portato a tagliare circa il 10% della forza lavoro, pari a 26.500 dipendenti in tre anni, e a un taglio di costi di circa 3 miliardi di dollari per il 2020 e ha riportato i bilanci in attivo nonostante i costi dello scandalo e il danno reputazionale. Lo scorso anno la banca californiana ha riportato utili netti per 19,5 miliardi di dollari.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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