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Westfield sospende i lavori: il virus ferma il mega centro commerciale di Milano

Il progetto immobiliare, più volte rinviato, è stato “rimosso”: 1,6 miliardi di investimenti annullati. URW tranquillizza, ma lo stop pare certo.

da Londra Simone Filippetti

3' di lettura


Il primo contraccolpo economico della pandemia globale in Italia si materializza a Segrate, hinterland di Milano. Scompare il mega progetto del centro commerciale Westfield Milano. Il format inglese che da Londra sarebbe dovuto sbarcare nella capitale della moda e dello shopping per ora non arriverà (e c’è chi teme mai più). La crisi senza precedenti innescata dal CoronaVirus congela uno dei più grossi progetti immobiliari e commerciali d'Italia: il colosso europeo degli shopping mall ha rinviato il debutto a data da destinarsi (e mai come oggi l'espressione suona quasi definitiva). Si ferma un progetto da 1,6 miliardi di euro: l’impatto sul Pil della Lombardia, tra investimenti diretti e indiretti, è notevole.

Un debutto atteso 10 anni
C'era molta attesa per lo sbarco nel continente del primo centro commerciale a marchio Westfield. Attualmente l'unica presenza in Europa è a Londra, con il faraonico Shepherd's Bush (con costato 1,6 miliardi di sterline e che si sviluppa su 240mila metri quadri: sono circa 50 campi da calcio), e la “succursale” di Stratford. E' il più grande del Vecchio Continente (ce n'erano altri 12 in tutto il continente, ma l'anno scorso sono stati rinominati URW dal nuovo proprietario). Il concept di Westfield a Londra è innovativo: spazi immensi, in pieno centro città e non in periferia. Dopo Londra, il futuro Westfield sarebbe stato a Milano, dove il centro commerciale avrebbe ospitato al suo interno un grande magazzino, le lussuose Galeries La Fayette di Parigi, anch'esse al debutto in Italia. L'atterraggio di Westfield alla periferia di Milano avrebbe richiesto anche di modificare tutta la viabilità locale. E' infatti previsto uno svincolo costruito appositamente, la cui gara d’appalto, per le misure del Governo, è stata posticipata a iougno. La costruzione della Cassanese Bis è un importante investimento di 150 milioni di euro e fungerà da catalizzatore di investimenti nella zona Est di Milano.
Di uno sbarco in Italia del marchio inglese si parla da almeno 10 anni: il primo progetto di Westfield Milano risale addirittura al 2011: 60 ettari di pianificazione.

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La regia di Percassi, l’uomo di Starbucks

A tirare le fila, il Il “Re del Retail” in Italia, Antonio Percassi, il proprietario della catena Kiko, presidente del “miracolo” Atalanta, ma soprattutto il regista dello sbarco in Italia di tantissimi marchi stranieri: da Wagamama a Victoria's Secret fino allo storico ed “eretico” debutto di Starbucks a Milano con Roastery. L'immobiliarista e imprenditore bergamasco ha una quota del 25% nel progetto.
Il mega-mall che avrebbe surclassato il centro commerciale dell'ex Alfa Romeo di Arese, veniva già da anni di ritardi: per tre volte il progetto, inizialmente previsto per il 2018, era stato fatto slittare e da ultima c'era stata anche una riduzione della superficie e uno spostamento dell'offerta sul lusso. L'ultima data sul calendario diceva 2022. Ma ora, con tutto il mondo in lockdown, l'industria del retail e soprattutto i centri commerciali, che fanno dell'affollamento di persone il loro business model, è in forte sofferenza. A Londra la mini-città di Westfield Shepherd's Bush è chiusa dal 20 marzo e nessuno sa quando potrà riaprire (ufficialmente l'Inghilterra è in quarantena fino al 7 maggio ma al momento il Governo non pare così smanioso di riaprire). Il danno economico è devastante.
Già alle prese con l'impatto sui mall esistenti, lo stop a nuovi progetti appare come una logica conseguenza per la multinazionale Unibail-Rodamco-Westfield. Nascosto tra le pieghe del bilancio del primo trimestre è comparso l'annuncio di un ritiro del progetto di Milano. La holding immobiliare che controlla i centri commerciali in poche sbrigative righe ha dato l'annuncio che il progetto è stato “rimosso”: alla luce dell'impatto dell'epidemia sui consumi, la holding ha rivisto tutta la sua filiera di investimenti, pari a 3,6 miliardi di euro, e di progetti sotto controllo. Ha poi aggiunto che anche Westfield Milano, un progetto da 1,6 miliardi di euro, è stato rimosso. Più possibilista, invece, la comunicazione arrivata nel fine settimana da Westfield Italia, la succursale della multinazionale, che parla di un semplice rinvio. «Westfield Milano continuerà a lavorare con le autorità, i retailer e gli stakeholder locali per valorizzare al massimo questo sito strategico. È importante sottolineare che Westfield Milano conferma l'impegno nell’esecuzione delle opere essenziali alla realizzazione delle infrastrutture stradali, tra cui l'autostrada Cassanese Bis, non appena la situazione migliorerà». Ma a chissà quando. E i più maligni , tra gli osservatori del mercato immobiliare, pensano che sull’onda della crisi la multinazionale abbia deciso di tagliare un porgetto sul quale non credeva più molto.

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