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WeWork travolta dai debiti salvata da SoftBank. Verso 4mila esuberi

Il piano di salvataggio del fondo giapponese di Masayoshi Son valuta la società di co-working 8 miliardi di dollari. Una cifra crollata dai 47 miliardi di valutazione dell'ultimo funding. Fuori dal board l'esuberante co-fondatore Adam Neumann che, nonostante i debiti, resta con un patrimonio personale di oltre 1 miliardo

di Riccardo Barlaam


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(Reuters)

3' di lettura

NEW YORK - SoftBank prende il controllo di WeWork, la start up del co-working travolta dai debiti. Il piano di salvataggio del fondo giapponese di Masayoshi Son valuta la società 8 miliardi di dollari. Una cifra crollata dai 47 miliardi dell'ultimo funding di WeWork a gennaio. E rispetto ai 20 miliardi di valore di cui appena cinque settimane fa parlavano JpMorgan e Goldman Sachs, le due banche capofila della Ipo di WeWork, saltata all'ultimo minuto il 17 settembre, per le perplessità degli investitori sull'esposizione debitoria, già scottati dal precedente della quotazione di Uber.

Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times. la società prevede
il taglio di 4.000 dipendenti nell'ambito del piano di riorganizzazione, pari al 30% della forza lavoro. Il piano a cui Softbank ha già iniziato a lavorare prevede che la società si concentri su tre mercati - gli Stati Uniti, l'Europa e il Giappone -, accantonando per ora le ambizioni in India, Cina e America Latina.

Poche settimana di vita
Senza iniezioni di capitale WeWork avrebbe avuto poche settimane di vita. SoftBank, che è già il maggiore azionista della società, ha offerto ulteriori prestiti per 5 miliardi e si è impegnata ad accelerare il piano di investimenti di 1,5 miliardi.

Via Adam Neumann
La condizione “sine qua non” di SoftBank per entrare con la maggioranza in WeWork è stata la completa uscita di scena dell'esuberante co-fondatore Adam Neumann, 40 anni, che nelle settimane scorse aveva già restituito le deleghe esecutive da ceo, e ora si prepara a lasciare la presidenza del board della società.

Come parte dell'accordo, Neumann venderà 1 miliardo della sua quota azionaria a SoftBank, su un pacchetto di 3 miliardi di azioni ceduto dagli investitori esistenti. Resterà come osservatore nel board, con la possibilità di decidere due poltrone. Ha ottenuto anche il pagamento di una consulenza “monstre” per 185 milioni di dollari.

Il piano di Jp Morgan
Il piano di salvataggio di SoftBank è stato preferito all'altra offerta avanzata da un gruppo di finanziatori guidati da JpMorgan che valutava la società 5 miliardi di dollari.

Marcelo Claure, uno dei top manager di SoftBank, è stato scelto per sostituire Neumann alla presidenza. Si cercherà all'esterno un nuovo ceo per far ripartire la società.

Valore crollato
Nel frattempo il valore di WeWork è crollato. Circa duemila persone hanno perso il lavoro e nuovi tagli ristrutturazioni sono stati già annunciati. In questa parabola discendente, Adam Neumann resta ancora miliardario, come risulta dai calcoli già aggiornati della classifica dei ricchi di Bloomberg. Il rendimento dei suoi investimenti è impressionante - fa notare più di uno a Wall Street - considerando che WeWork non ha mai prodotto un dollaro di utile e la quotazione è saltata prima ancora di iniziare. E' riuscito a vendere centinaia di milioni di dollari di azioni nei primi round di finanziamento della società, con i valori molto più alti degli attuali. Ha una linea di credito aperta di 500 milioni di dollari con Ubs, Credit Suisse e Jp Morgan. Il deal con SoftBank comprende anche 500 milioni di credito a Neumann. Nel corso degli anni il co fondatore di WeWork ha accumulato circa 100 milioni di dollari di proprietà immobiliare, tra cui una townhouse a Manhattan, una fattoria a Westchester, in un'area a mezzora di auto a Nord di New York. Possiede anche 10 immobili commerciali di grande valore, quattro dei quali affittati a WeWork per i suoi uffici in condivisione.

La scommessa di SoftBank
SoftBank prima del salvataggio aveva già investito oltre 10 miliardi in WeWork, in attesa della quotazione dei record mai avvenuta. Diversi analisti hanno espresso perplessità sull'operazione del salvataggio per le prospettive della società. In una recente intervista al Nikkei Business magazine, Son ha detto che era “imbarazzato e impaziente” per le ultime vicende di WeWork. Il finanziere giapponese dalle parole è passato ai fatti con una grossa scommessa sulla società. Una scommessa non senza incognite. Non è la prima volta. SoftBank è anche il principale investitore di Uber, le cui azioni hanno perso circa un terzo del valore dalla quotazione di maggio.

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