tecnologia

WhatsApp rompe col passato: così decideremo chi può aggiungerci ai gruppi

di Biagio Simonetta


(AFP)

3' di lettura

Non erano solo parole di rito. Quando Mark Zuckerberg, qualche settimana fa, annunciava al mondo un cambio di direzione netto in fatto di privacy, diceva sul serio. E il primo passo concreto è arrivato in queste ore, con una modifica sostanziale che riguarda WhatsApp. La piattaforma di messaggistica istantanea, che coi suoi 1,5 miliardi di utenti è fiore all'occhiello di Facebook Inc., introduce nuove funzioni che permettono all'utente di scegliere chi può aggiungerlo ai “famigerati” gruppi. Un bel respiro di sollievo per chi non ne può più di essere aggiunto a chat di ogni genere, trovandosi poi nell'antipatica posizione di dover abbandonare un gruppo che magari non gli interessa.

Come impostare l'App adesso
Questo interessante annuncio in chiave privacy è arrivato con un post ufficiale sul blog dell'App. Le nuove impostazioni potranno essere utilizzate da una cerchia ristretta di utenti a partire da subito e verranno rese disponibili a tutti gli utenti che utilizzano l'ultima versione di WhatsApp nel corso delle prossime settimane. «I gruppi di WhatsApp – scrivono da Menlo Park - consentono ad amici, familiari, colleghi, compagni di scuola e conoscenti di restare in contatto. Sempre più persone utilizzano i gruppi per condividere informazioni importanti, pertanto i nostri utenti ci hanno chiesto di poter avere più controllo sul modo in cui i gruppi vengono gestiti. Oggi vi presentiamo delle nuove impostazioni di privacy che consentono agli utenti di stabilire chi può aggiungerli ai gruppi di WhatsApp».

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Per abilitare questa funzionalità, basta recarsi nelle impostazioni di WhatsApp, entrare in Account > Privacy > Gruppi e selezionare una delle opzioni: “Nessuno”, “I miei contatti” o “Tutti”. Se l'utente seleziona “Nessuno”, prima di poter essere aggiunto a un gruppo, dovrà dare la tua autorizzazione. Se invece seleziona “I miei contatti”, solo i contatti salvati nella sua rubrica potranno aggiungerlo ai gruppi senza previa autorizzazione. L'impostazione predefinita, comunque, rimane “Tutti”. Dunque, se non la si cambia, la possibilità di essere aggiunti ai gruppi rimarrà intatta. Se invece la si imposta su nessuno, il risultato lo spiega direttamente WhatsApp: «Se un utente non riesce ad aggiungerti a un gruppo a causa delle tue impostazioni di privacy potrà inviarti un invito su una chat privata. Avrai a disposizione tre giorni per accettare l'invito prima che scada».

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Il primo passo di Zuckerberg
La possibilità di poter decidere a che gruppo essere aggiunti e da chi, arriva dopo che a gennaio scorso, era stato limitato il numero di inoltri di messaggi (funzione introdotta per evitare il diffondersi delle classiche catene, spesso portatrici di fake news). L'annuncio odierno, però, sembra un chiaro passo in avanti in direzione privacy. E sposa in pieno i recenti annunci di Zuckerberg. Giova ricordare che WhatsApp, in molti stati, è al centro di pressioni governative per la sua crittografia end to end. Il caso più spinoso, attualmente, è in India, col governo centrale che ha chiesto esplicitamente alla società di Menlo Park di poter “entrare” nelle chat dei cittadini per prevenire il diffondersi di messaggi contenenti odio e violenza. La risposta di WhatsApp è stata lapidaria: nessun cedimento e lunga vita alla tecnologia di cifratura end to end (che di fatto impedisce a chiunque di leggere una chat). Tecnologia che nei piani di Menlo Park verrà estesa a tutte le App di messaggistica del gruppo (Messenger di Facebook e Direct di Instagram) in un processo di integrazione che le coinvolgerà pienamente nei prossimi mesi. Ma questa è un'altra storia.

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