crisi industriali

Whirlpool, sul caso Napoli incontro al Mise il 29 gennaio

La convocazione era attesa da tempo: in mattinata proteste e scontri tra operai e polizia

di Vera Viola


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(EPA)

3' di lettura

Convocato al Mise l’incontro per discutere della vertenza Whirlpool : le parti si incontreranno il 29 gennaio a Roma. La convocazione giunge al termine di una giornata di mobilitazione dei lavoratori napoletani. Gli operai dello stabilimento di via Argine – destinato dalla multinazionale americana alla chiusura – hanno infatti manifestato bloccando l’autostrada A3 all’altezza dello svincolo di San Giovanni a Teduccio. Ci sono stati momenti di tensione.

Protesta e disordini
I lavoratori hanno protestato contro la decisione dell’azienda e contro il Governo che ritenevano fosse in ritardo nella convocazione di un incontro, da tempo annunciato per il 20 gennaio.Assemblea in fabbrica e corteo fino all’autostrada. «Torna a cresce la tensione su una vertenza lavorativa lontana dalle conclusioni – afferma uno dei manifestanti –Pesa lo spettro della cassa integrazione che sta per scadere. Non c’è nessuna volontà di garantire un futuro al sito produttivo di Napoli». Lo stabilimento conta 412 dipendenti e da aprile scorso Whirlpool Emea ha annunciato la volontà di avviare la reindustrializzazione ritenendo che la produzioni di lavatrici di alta gamma a carica frontale non sia più sostenibile a causa di una crisi di mercato globale. Decisione da cui l’azienda non è retrocessa mai finora. «Non vogliamo assistenzialismo – affermano gli operai – vogliamo il rispetto degli accordi ministeriali, degli italiani, del lavoro».

Attesa la convocazione
Nel corso dell’ultimo incontro a Roma il ministro Stefano Patuanelli aveva annunciato una nuova convocazione per il 20 gennaio. Attesa a lungo e finalmente disposta con uno slittamento di qualche giorno. «Dopo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Whirlpool di Napoli, finalmente è giunta la convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico per il giorno mercoledì 29 gennaio – si legge in una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm –  A preoccuparci e ad amareggiarci non è tanto il ritardo di qualche giorno rispetto alla data originariamente stabilita del 20, quanto il fatto che per farci convocare abbiamo dovuto esercitare ripetute pressioni, mentre si sarebbe dovuto trattare di un atto assolutamente scontato».

E ancora: «Ora ci auguriamo che il Governo porti al tavolo una proposta concreta e risolutiva, elaborata in questo periodo di tempo fin troppo lungo di pausa, immaginato dal Ministero dello Sviluppo economico proprio al fine di avviare un tavolo tecnico fra istituzioni e multinazionale. Sarebbe gravissimo se da parte del Governo ricevessimo ancora una volta generiche parole di solidarietà, senza azioni davvero capaci di supportarle». Per il sindacato «Whirlpool chiudendo Napoli e disimpegnandosi dall’Italia sta violando un accordo sottoscritto non solo con il sindacato ma anche con le Istituzioni». Si attendono insomma proposte alternative alla reindustrializzazione da vagliare quanto prima. L’azienda infatti che in un primo momento aveva posto come termine per la cessione del sito industriale il primo novembre 2019, ha poi fatto slittare la data alla fine di marzo. Ma al momento non si profila nessuna alternativa.

La comunicazione alla Sec
Intanto il clima si fa rovente anche in seguito alla notizia che la multinazionale ha inviato a fine ottobre scorso una comunicazione alla Sec in cui conferma la volontà di chiudere l’impianto napoletano entro il 2020. «Una comunicazione dovuta – spiegano nel quartier generale di Whirlpool Italia – con l’avvicinarsi del 28 gennaio quando sarà presentato il bilancio del gruppo c’è la necessità di chiarire i programmi prossimi».

Furlan: Risolvere le vertenze
«Il Governo deve costruire una cabina di regia che serva davvero a seguire le vertenze, sino a che si raggiunge un esito positivo», ha detto Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl. Le vertenze vanno seguite - ha poi precisato – non basta spostarle nel tempo. Noi abbiamo oltre 150 vertenze aperte che coinvolgono 300mila uomini e donne del lavoro su tutto il territorio, in modo particolare nel nostro Sud». Per la leader
Cisl, l’unico modo positivo di concludere le vertenze «è mantenere in vita l’azienda, e soprattutto il lavoro. Per questo noi continuiamo a dire al Governo che il tavolo più importante di quelli annunciati dal presidente del Consiglio, non Conte uno ma Conte due, è quello sulla crescita, è quello
sul lavoro».

Per approfondire:
Whirlpool pronta a cedere Napoli: lo stabilimento alla svizzera Prs
Da Alitalia a Whirlpool, ecco tutte le Ilva d'Italia

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