Lavoro

Whirlpool Napoli, consorzio di cinque imprese: investimenti da 87 milioni per salvare la fabbrica

Presentata ieri al Ministero dello Sviluppo la proposta portata avanti da Invitalia

di Vera Viola

(ANSA)

4' di lettura

Il consorzio per la mobilità sostenibile c’è. Per ora è composto da cinque partner, di cui non si conoscono i nomi, – mentre se ne cercano altri – disposti a realizzare un piano di reindustrializzazione del sito Whirlpool a Napoli da 87 milioni.

È questa la proposta che Invitalia ha messo sul tavolo della annosa vertenza che ormai si trascina da tre anni e che vede 300 posti di lavoro in grave pericolo. Invitalia l’ha presentata nel corso dell’incontro tra le parti che si è tenuto ieri al ministero dello Sviluppo Economico alla presenza tra gli altri del ministro Giancarlo Giorgetti e della vice ministra Alessandra Todde.

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Fino a ieri pomeriggio era fissato per il 29 settembre, mercoledì prossimo, il giorno in cui la multinazionale avrebbe potuto far partire le lettere di licenziamenti. E questo termine pesava come un macigno sul dialogo tra le parti e sulla definizione ulteriore del piano di salvataggio.

Tra le parti in primis, tanto che i sindacati hanno presentato un ricorso per condotta antisindacale (articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori) contro Whirlpool relativamente alla procedura di licenziamento collettivo. La Fiom lo ha fatto e ha vinto pochi giorni fa il ricorso per lo stesso motivo contro Gkn per Firenze. Un precedente senza dubbio condizionante.

E quel termine pesava sulla definizione del nuovo piano industriale. Tanto che la viceministra Todde che ha seguito la vicenda sin dalle prime battute, aveva precisato: «Whirlpool deve dare delle risposte al consorzio e chiaramente alle parti in causa. I temi devono essere affrontati attorno a un tavolo. Non possiamo chiedere a soggetti che vogliono investire di sedersi al tavolo se non ci sta un accordo precedente tra le parti».

Insomma, andava concordata la fase di transizione. Così, dopo la sospensione dell’incontro, l’azienda ha rinviato la procedura dei licenziamenti a metà ottobre. «Accogliamo la richiesta del ministero – si legge in una nota di Whirlpool –  l’azienda estende la procedura fino a metà ottobre in cambio di un’agenda serrata di incontri per discutere della transizione della persone e di trasferimenti eventuali degli asset».

Il tavolo è stato riconvocato al Mise il 28 settembre. L’azienda ha anche precisato più volte la propria disponibilità a reincontrare i sindacati e le istituzioni per concordare la transizione, sia relativamente alle persone, chiarendo gli strumenti che verranno adottati, sia sugli asset.

Al momento sembra che finalmente la vertenza abbia imboccato una strada nuova, ma c’è senza dubbio ancora molto da chiarire. «Lo sforzo del governo è trovare una prospettiva seria – ha detto il ministro Giorgetti – di riconversione industriale. Val la pena approfondire questo progetto. Ringrazio l’azienda e i sindacati per la disponibilità ad esaminare il percorso presentato». Il ministro Giorgetti aveva infatti chiesto all’azienda, nel corso della riunione, di favorire la possibilità di approfondire il dossier che aveva definito «complesso e ambizioso. I consorzianti sono persone serie – ha detto – e da parte di tutti è doveroso verificare che il progetto possa camminare sulle proprie gambe».

Ma vediamo quale è il piano del ministero e di Invitalia, o almeno i pochi elementi di esso che per ora sono stati svelati. Esso segue le linee guida del Pnrr e si avvarrà dei suoi fondi e tiene conto di settori industriali che sono strategici per la regione.

Il primo progetto dei cinque individuati è promosso da una grande impresa del settore automotive-ferrotranviario, e riguarda la produzione di sedili da fornire all’industria dell’auto, dei treni e delle navi: è previsto un investimento di 20 milioni. Il secondo è per un impianto pilota per l’industrializzazione di fuel cell per la mobilità (15 milioni). Un altro progetto coinvolge Pmi di filiera per lo sviluppo di progetti di innovazione (30 milioni). Il quarto, è un progetto di una media impresa dell’automotive per hub di eccellenza per lo sviluppo di sistemi innovativi e per l’erogazione di servizi di ingegneria avanzata per la mobilità (15 milioni). Infine una grande impresa del settore automotive-ferrotranviario sarebbe interessata a realizzare un centro di eccellenza per il testing dei materiali e investirebbe 7 milioni. «Il risultato ottenuto oggi al tavolo Whirlpool è merito di un lungo lavoro di mediazione tra le parti portato avanti dal Mise e dal Lavoro e di un progetto di reindustrialiazzione portato avanti da Invitalia che, seppur da approfondire e da concretizzare, mostra già delle buone fondamenta – ha detto la viceministra Todde – Ho lavorato molto su questa vertenza e per porre le condizioni al risultato di oggi. Ho riconvocato il tavolo per il 28 settembre al Mise in modo da continuare il confronto tra le parti per garantire il rilancio dello stabilimento campano».

«Fateci discutere della concretezza – sarebbe il commento del sindacato – non diremo mai né si né no fin quando non sapremo quanti lavoratori saranno assunti, con quale contratto e quali saranno le garanzie di questo progetto». «È essenziale – precisa Antonello Accurso della Uilm Campania – che si tratti di imprenditori veri, che abbiano credibilità, capitali e conoscenza del settore».

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