Crisi aziendali

Whirlpool di Napoli, ripartono le proteste dei lavoratori

Nuovo corteo dopo i blocchi autostradali. Saltato il tevolo di mediazione al Mise il piano di vendita del sito va avanti

2' di lettura

Saltato il tavolo negoziale al Mise, non sispegne la tensione intorno al sito Whirlpool di Napoli. Anzi, dopo il blocco dell’autostrada nelle manifestazioni, è partito un altro corteo degli operai
Whirlpool. Massiccia la partecipazione dei lavoratori
del sito industriale di Napoli est che temono per il loro futuro
occupazionale, in seguito alla decisione dei vertici di cedere
la fabbrica a una azienda svizzera. Il corteo, partito da piazza
Mancini, percorrerà le strade cittadine fino a raggiungere
piazza Municipio. I manifestanti indossano tutti una t-shirt con
la scritta: «Whirlpool Napoli non molla». Tra i cori: «Andiamo
fino a Varese» e «Di Maio, dove sei?». Assieme agli operai, c'è,
in corteo, una delegazione dei 471 navigator della Campania, in
attesa che Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania,
firmi la convenzione con l’Anpal per poter entrare in servizio e
'guidare' i precettori di reddito di cittadinanza nella ricerca
di un lavoro. In corteo anche Valeria Valente, parlamentare del
Partito democratico. La tensione non ha mancato di avere risvolti sulla politica locale: «Spero che nel giro di 24 ore arrivi la convocazione per un incontro con il ministro Patuanelli. Diversamente sarò con gli operai, a Roma, a manifestare il prossimo 4 ottobre», ha detto Luigi de
Magistris, sindaco di Napoli, partecipando al corteo degli
operai Whirlpool, «sono pronto a mettere le tende con loro davanti al Mise».

Nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha bruscamente interrotto il tavolo, che si svolgeva al suo ufficio al ministero dello Sviluppo economico, con l'amministratore delegato di Whirlpool, Luigi La Morgia. Il ministro, nella sostanza, ha chiesto all’azienda di ritirare la procedura di cessione, chiedendo scusa ai lavoratori e alle istituzioni della Repubblica, precondizione per iniziare la discussione. L'ad La Morgia, tuttavia, non sembra essersi scomposto e all’uscita dal ministero ha spiegato di aver avuto «un incontro di circa un’ora costruttivo» in cui «abbiamo ripercorso tutta la storia del sito» di Napoli: «Ci ha chiesto quale fosse la nostra posizione e noi abbiamo ribadito che oggi l’unica soluzione per salvaguardare i posti di lavoro sul Napoli e procedere con la riconversione del sito». Parole che, poco dopo, hanno spinto il Mise a replicare in via ufficiale per correggere la linea dell’azienda: «L'incontro non è stato costruttivo». Il Tavolo era stato convocato in tutta fretta, dopoché martedì 17 settembre, Whirlpool aveva dichiarato l’intenzione di voler cedere lo stabilimento di Napoli alla società svizzera di refrigerazione passiva Prs. Una cessione del ramo d’azienda che dovrebbe essere perfezionata entro il 31 ottobre 2019 per avere efficacia a decorrere dal 1 novembre 2019. Una doccia fredda dopo mesi di trattative, oltre ai dubbi subito circolati sulla solidità dell'azienda svizzera e sulle prime dichiarazioni che mettono in dubbio la tenuta occupazionale.

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