CRISI AZIENDALI

Whirlpool pronta a cedere Napoli: lo stabilimento alla svizzera Prs

di Vera Viola

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3' di lettura

Whirlpool cederà lo stabilimento di Napoli alla società Prs. La cessione del ramo d’azienda sarà perfezionata entro il 31 ottobre 2019 e avrà efficacia a decorrere dal 1 novembre 2019.L’annuncio dato dall’ad della multinazionale americana Luigi La Morgia, al tavolo riunito ieri al ministero dello Sviluppo Economico, ha spiazzato gli interlocutori presenti.

La notizia si è subito diffusa tra i circa 200 lavoratori riuniti in un presidio davanti al ministero in via Molise, la cui protesta ha raggiunto momenti di alta tensione. Alcuni manifestanti si sono scagliati verbalmente e fisicamente contro i rappresentanti sindacali facendo intervenire le forze dell’ordine. I lavoratori respingono la possibilità che Whirlpool ceda il ramo d’azienda di Napoli a un’altra società. Anche i rappresentanti sindacali presenti all’incontro al ministero hanno respinto il Piano. «Domani ci sarà un’assemblea a Napoli sulla conferma del blocco dei cancelli e dopodomani una riunione dei delegati di tutti gli stabilimenti in Italia che decideranno data e appuntamento dello sciopero o degli scioperi nazionali», ha detto Barbara Tibaldi, della segreteria nazionale Fiom.

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Bocciatura netta anche da parte del Governo. La decisione di Whirlpool sul sito di Napoli «è una grave scorrettezza da parte della multinazionale nei confronti sia del Governo che dei lavoratori», ha commentato la sottosegretaria Alessandra Todde che ieri ha partecipato all’incontro insieme al vicecapo di gabinetto,Giorgio Sorial.

La decisione unilaterale non è piaciuta al ministro Stefano Patuanelli che ha convocato l’azienda per venerdì al Mise. Nel frattempo, a quanto sembra, si ritorna a bloccare gli incentivi per 13 milioni assegnati nel corso degli ultimi anni a Whirlpool. Insomma, si riapre lo scontro.

La vertenza va avanti da giugno. Sin dalle prime riunioni l’azienda aveva parlato della volontà di dismettere lo stabilimento napoletano in cui 412 persone producevano lavatrici di alta gamma, ma nel corso degli incontri erano state valutate anche altre soluzioni. Poi la doccia fredda: la decisione di trasferire il ramo d’azienda identificato nel complesso aziendale di Napoli alla Prs. La società acquirente viene definita da Whirlpool Emea «società leader nel settore della termodinamica finalizzata alla conservazione e al trasporto intermodale di prodotti deperibili, che ha sviluppato un brevetto unico nel campo dei container refrigerati».

Whirlpool ha precisato che «il trasferimento del ramo d’azienda rappresenta l’unico modo per tutelare la massima occupazione a Napoli e offrire un futuro sostenibile di lungo termine allo stabilimento ». La multinazionale fa sapere che «saranno mantenuti invariati i livelli occupazionali». E si impegna «a sostenere un costo significativo quantificabile in 20 milioni di euro, per agevolare e accelerare la nuova missione del sito di Napoli, che garantirà, per tutti i lavoratori, i diritti acquisiti, le tutele reali e il livello retributivo».

Si ricorderà che l’azienda degli elettrodomestici aveva reso noto il forte calo della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale. «Condizioni, non previste né prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano Industriale del 25 ottobre 2018», dicono i vertici.

Proprio di quell’accordo di ottobre 2018 i sindacati chiedono il rispetto. I sindacati hanno chiesto al neo ministro Stefano Patuanelli un ulteriore passaggio con l’azienda per indurla a rivedere i piani. «Decideremo poi le azioni necessarie per salvaguardare lo stabilimento», dice Alessandra Damiani della segreteria nazionale della Fim Cisl. «Chiediamo al ministro Stefano Patuanelli di riconvocare il tavolo per pretendere il rispetto dell’accordo di ottobre 2018», aggiunge Gianluca Ficco della Uilm .

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