conversioni industriali

Whirlpool rinasce a Carinaro con la base logistica più grande del gruppo

di Vera Viola

3' di lettura

Nella nuova vita, la vecchia fabbrica di elettrodomestici ex Merloni, diventa base logistica di parti di ricambio: la più grande del sistema Whirlpool. In realtà, nel 2015, all’indomani della fusione di Indesit in Whirlpool, l’impianto di Carinaro in cui lavoravano circa 800 persone era destinato alla chiusura. Dopo le barricate dei sindacati e una estenuante vertenza al ministero dello Sviluppo, il gruppo modificò i suoi piani convertendo la fabbrica in base logistica. Oggi, completati gli investimenti con un impegno di 20 milioni circa, Carinaro rinasce e acquista un ruolo strategico.

Laddove un tempo c’erano catena di montaggio, pareti annerite, rumore, numerose squadre di operai e linee di elettrodomestici che via via prendevano forma; oggi ci sono alte scaffalature, pavimento perfettamente levigato, scatole di cartone allineate, e una trentina (per turno) di “raccoglitori” che, a bordo di muletti elettrici e guidati da computer, si muovono silenziosamente tra i corridoi, alzano e abbassano gru, posano o raccolgono componenti e li avviano verso la spedizione in tutti i 76 Paesi dell'area Emea (Europa, e Medio Oriente e Africa).

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I numeri del sito
Sono significativi i numeri di Carinaro: su 60mila metri quadrati di area coperta (come sette campi da calcio), la piattaforma logistica gestisce 100mila componenti diversi, ha uno stock del valore di 90milioni di euro, movimenta 3mila colli e pallet al giorno e serve altrettanti clienti nel mondo, fa spedizioni per 12 milioni l’anno. Insomma, oggi, in provincia di Caserta, Whirlpool ha realizzato un impianto con una importante funzione nell’ambito del gruppo. In linea con l’impostazione dello stesso gruppo che conferisce a ciascun sito una missione specifica. Una missione, la gestione dei pezzi di ricambio, che pesa in modo determinante sull’immagine di un colosso dell’elettrodomestico e sui suoi fatturati. Alla guida un giovane trantenne calabrese, Michele Franco.

Il lavoro

Un costo Carinaro lo ha pagato: da 800 i dipendenti sono diventati 320. Altri 363 sono usciti o usciranno entro fine anno, 70 sono stati trasferiti in altre sedi Whirlpool, 75 saranno interessati dalla reindustrializzazione del Gruppo Seri di Teverola. Per tutti i lavoratori in carico il 10 ottobre scorso è stato raggiunto un nuovo accordo sindacale, nell’ambito dell’approvazione del nuovo piano industriale 2019-2021 (da altri 250 milioni di investimenti in tutta Italia), che prevede ancora cig e solidarietà: per Carinaro è stata programmata la cassa integrazione a rotazione tra i lavoratori con la presenza in fabbrica di almeno il 70% dell’organico.

Il sistema informatico

Dei 15 milioni di investimenti realizzati, due sono stati impiegati per l’automazione del sito. «Abbiamo importato la struttura informatica del gruppo e l’abbiamo adattata alle esigenze specifiche del sito casertano – spiega Franco Secchi, vice presidente consumer service & quality –. questo sistema che non è paragonabile, a esempio a quello di Amazon, potremmo definirlo di semi automazione – spiega ancora Secchi – poichè affida ancora un ruolo importante alla forza lavoro. In altre parole, avremmo potuto spingere di più sull’innovazione e ridurre gli organici: non abbiamo voluto poichè pensiamo che nella logistica il controllo umano possa essere garanzia di qualità».

La conversione

Operazione non semplice. Chiusi i due magazzini del Centro Nord tutti i ricambi e accessori sono stati trasferiti a Carinaro. «In sei mesi – racconta Cristina Perticaroli, senior manager responsabile della supply chiain – abbiamo trasferito tutto il materiale da nord a sud utilizzando mille camion». Ma l’impegno maggiore è stato riposto nella formazione: 90mila ore per insegnare a operai di età media di 55 anni, abituati a lavoro manuale e spesso sempre uguale, a leggere le istruzioni su un computer, documentare ogni fase del proprio lavoro, condividerla, calzare e usare un guanto con lettore ottico. Utilizzare la stampante 3d.

Il sindacato

«È importante essere riusciti a salvare dell’impianto. La multinazionale investe e si posiziona su un mercato altamente competitivo – dice Nicodemo Lanzetta, segretario generale Fim Cisl di Caserta – . Ciò è avvenuto anche grazie agli ammortizzatori sociali . Carinaro ha subito una forte riduzione di organico, ma in compenso oggi ha una sua missione specifica e ha avuto la dotazione tecnologica necessaria. Attendiamo la ulteriore reindustrializzazione del sito , a cavallo tra Carinaro e Teverole, con recupero di circa 100 persone, dopo che la Seri, per le batterie a litio, ne ha assorbiti 75». A Napoli continua una fase difficile come tutti quelli che producono lavatrici, ma sui attende il promesso rilancio». Una parte della ex cittadella dell’elettrodomestico infatti, resta chiusa in attesa di nuove imprese che vogliano insediarsi. E a quanto pare le trattative con due investitori sarebbero ormai alle battute finali.

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