Moda contemporary

White chiude con record di presenze: 13mila visitatori, 85% buyer

Più evento e meno fiera: funziona la nuova formula messa a punto dai direttori creativi. Il fondatore Bizzi: «C’è voglia di novità, anche da parte delle aziende, non di ripetere quello che si faceva prima della pandemia»

di Redazione Moda

Kiton nello spazio 7 Secret Rooms di White

2' di lettura

Tornata finalmente in presenza, l’edizione di settembre di White si è chiusa con presenze da record: il salone-evento della moda contemporary, con la direzione artistica di Massimiliano Bizzi e di Beppe Angiolini, è stato visitato da oltre 13mila persone, di cui l’85% buyer, da negozi come Lane Crawford (Miami, Los Angeles), The Webster Miami, Al Tayer Group, matchesfashion.com, Voo Berlin, Majid Al Futtaim (United Arab Emirates e Cairo), Galeries LaFayette (UAE) Apropos Koeln (Amburgo), fra gli altri.

Massimiliano Bizzi, fondatore e direttore creativo di White, con Madame, che si è esibita nella serata finale

«I risultati inaspettati particolarmente positivi di questa edizione premiano la qualità del lavoro e della nuova strategia della manifestazione e mi rendono orgoglioso della connessione con Milano, città che si è dimostrata forte e reattiva - ha commentato Massimiliano Bizzi, founder di White -. Quello che ho progettato oltre un anno fa - mettere in rete e in dialogo i diversi player del sistema moda – sta finalmente prendendo forma».

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Il successo di White è stato supportato da una nuova formula: «Non bisogna ripartire da dove la pandemia ci aveva fatto fermare, ma partire verso tempi nuovi», ha detto Bizzi,che per il rinnovamento di White si è ispirato a Sign o' the Times, il titolo della canzone di Prince. «Abbiamo usato il forzato stop per pensare e progettare, insieme a Beppe Angiolini, la sua identità. Oggi, più che una fiera, White è un evento, un momento di ispirazione che colga, appunto, lo spirito dei tempi. Per questo, ad esempio, anche negli allestimenti abbiamo ripensato gli stand come spazi evidenziati dalla luce, per renderli più belli possibile. La luce che ci è mancata quando eravamo chiusi in casa, luce che illumina la fine del tunnel».

Tagliatore in 7 Secret Rooms

Gli espositori di questa edizione sono stati oltre 290, e per la prima volta il British Fashion Council, che aveva scelto finora sempre Parigi, ha portato a Milano 12 dei suoi talenti emergenti. Con il sostegno dell'Ice e del ministero degli Affari Esteri, e in partnership con Confartigianato Imprese, White ha ospitato anche 18 progetti speciali, come quelli dedicati a Swarovski e a Vivienne Westwood. Uno dei più interessanti è stato 7 Secret Room, spazio espositivo di sette stanze emozionali progettate da Dimorestudio, al quale hanno partecipato altrettante aziende d'eccellenza del made in Italy come Kiton, Tagliatore, Borsalino e Aspesi, «aziende che non avevamo mai avuto prima - nota Bizzi - . Credo che ci sia voglia di novità, anche da parte delle aziende, non di ripetere semplicemente quello che si faceva prima della pandemia. Per noi un segno dei tempi è anche la caduta delle barriere, quella fra uomo e donna, fra il bianco e il nero, e dare spazio al talento dei giovani, come quello di Marcello Pipitone, artista e designer, che abbiamo scelto per l'immagine della nostra locandina».

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