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Wikileaks, Julian Assange condannato a 50 settimane di reclusione


Assange, battaglia sull'estradizione negli Usa

2' di lettura

Condanna a 50 settimane di reclusione: è la sentenza emessa oggi da un giudice britannico del tribunale londinese di Southwark contro Julian Assange, per una violazione dei termini della libertà provvisoria risalente al 2012, l'anno in cui il fondatore di Wikileaks si rifugiò nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove è stato arrestato il mese scorso.

Giovedì 2 maggio è in agenda la prima udienza nel tribunale di Westminster sulla questione che conta davvero: la richiesta di estradizione degli Usa per presunta «pirateria informatica».

«Io non intendo consegnarmi all'estradizione per aver fatto attività di giornalismo grazie alla quale sono stati vinti molti premi e sono state protette molte persone», ha detto l’attivista australiano durante la sua dichiarazione video, rispondendo al giudice che gli chiedeva se volesse accettare spontaneamente di essere estradato.
L'opposizione era considerata scontata alla vigilia ed era stata ripetutamente annunciata dai legali della difesa. La corte ne ha preso atto e ha aggiornato il procedimento al 30 maggio. All'udienza ha assistito anche un gruppo di sostenitori del fondatore di Wikileaks. Fra loro, Lauri Love, 34enne inglese
a fflitto da autismo e presunto hacker la cui estradizione agli Usa - inizialmente concessa ai livelli più bassi di giudizio della magistratura britannica - è stata infine negata l'anno scorso dall'Alta Corte di Londra nel timore del trattamento inumano che avrebbe potuto subire oltre Oceano.

La procedura sull'estradizione potrebbe trascinarsi per molti mesi fra sentenze di vario grado, ricorsi e parere finale del governo britannico. Assange è inseguito da anni da Washington come una sorta di «nemico numero uno» a causa della diffusione da parte di Wikileaks dal 2010 di documenti riservati carpiti in particolare al Pentagono dall'ex militare Chelsea Manning e contenenti fra l'altro prove di crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq o in Afghanistan.

PER SAPERNE DI PIÙ / Wikileaks, arrestato a Londra Julian Assange

L'attivista australiano è stato peraltro r icercato in passato anche dalla magistratura svedese per un controverso caso di presunti abusi sessuali denunciato da due sue conoscenti: caso nel frattempo chiuso dalla procura di Stoccolma e che resta per ora archiviato malgrado le voci di una ipotetica riapertura seguite all'arresto dello stesso Assange dopo la revoca dell'asilo deciso dall'attuale presidente dell'Ecuador.

Nell'udienza di mercoledì, conclusasi con una condanna considerata scontata alla vigilia, uno degli avvocati del fondatore di Wikileaks, Mark Summers, ha cercato di giustificare il suo cliente dall'accusa britannica (vecchia di 7 anni) di violazione dei termini della cauzione sottolineandone il timore ragionevole di essere estradato negli Usa e di non essere destinato a ricevere oltre Oceano alcun processo equo. Ha inoltre reso nota una lettera inviata alla Corte nella quale Assange si scusa ora «senza riserve» con la Corte per non essersi presentato all'interrogatorio del 2012, seppur trovandosi a «fronteggiare circostanze terrificanti», e se ne dichiara «pentito». Scuse che gli sono valse comunque solo una modesta riduzione di poche settimane rispetto al massimo di pena previsto nel Regno Unito (12 mesi) per questo tipo di violazioni procedurali.

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