INFRASTRUTTURE

WindTre: «Rete unica? Preoccupano i tempi, mi piace la concorrenza»

L'intervento del ceo, Jeffrey Hedberg, al webinar di Luiss Business School

di Simona Rossitto

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Jeffrey Hedberg, ceo di WindTre

L'intervento del ceo, Jeffrey Hedberg, al webinar di Luiss Business School


3' di lettura

La concorrenza sulle reti soddisfa Jeffrey Hedberg, ceo di WindTre, che si dice invece preoccupato per i tempi di un'operazione «complessa» come la fusione tra le infrastrutture di Tim e Open Fiber. Dopo l'auspicio di Tim per arrivare a una rete unica, condiviso dalla politica e dai sindacati, l'operatore alternativo WindTre chiarisce ancora una volta la sua posizione a favore dell'assetto concorrenziale attuale, in linea con quanto da poco dichiarato dall'amministratore di Vodafone Italia, Aldo Bisio. Partecipando a un webinar dedicato agli studenti Mba della Luiss Business School, Hedberg ha inoltre precisato che «la possibilità per tutti i fornitori di servizi di accedere alle infrastrutture di connettività a condizioni eque e leali è fondamentale per garantire uno sviluppo corretto dell'offerta e gli investimenti da parte di tutti gli operatori».

La decisione sulla rete, ha detto, spetta a Tim e Open Fiber, spetta ai decisori politici. Tuttavia, «parlando come semplice cliente, noi siamo partner di Open Fiber, mi piace la competizione, mi piace l'opportunità della scelta, della velocità. Da questo punto di vista rappresentiamo anche la voce dei nostri clienti, ai quali possiamo offrire servizi competitivi grazie all'accelerazione recente nella penetrazione della banda ultra-larga». Hedberg si dice «preoccupato dei tempi di un'operazione complessa, che richiede il vaglio delle autorità nazionali ed europee in materia di garanzie per le comunicazioni e per la concorrenza: penso che sia nell'interesse degli italiani e del sistema-Paese che il ritardo accumulato nella penetrazione della banda ultra-larga a causa di una carenza di investimenti sia recuperato quanto prima possibile».

Il Covid ha fatto emergere l'importanza della digitalizzazione

In generale, anche in considerazione dell'emergenza sanitaria che ha cambiato le nostre vite, e «ha reso evidente l'importanza di accelerare il processo di trasformazione digitale del Paese» per Hedberg «servono infrastrutture solide e performanti, per garantire i servizi di comunicazione che consentono a famiglie e imprese di continuare nelle loro attività anche in condizioni speciali. Basti pensare all'e-learning e allo smart working, che sono ormai entrati a far parte del nostro quotidiano». In questo scenario, il settore delle telecomunicazioni ha un ruolo di primo piano. Secondo Hedberg, il comparto si è dimostrato all'altezza della sfida, offrendo una buona tenuta a fronte di un'impennata senza precedenti nel consumo di dati e voce: il 60% su rete fissa e il 40% su rete mobile. «Dal canto nostro abbiamo investito molto - prosegue - nella modernizzazione della nostra rete» e «proprio ieri il nuovo report di Opensignal ha riconosciuto a WindTre il primato per la velocità di download e upload nel mobile».

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WindTre pronta sul 5G, ma ancora troppi ostacoli

Il prossimo traguardo è ora il roll out del 5G, secondo il ceo vero volano per lo sviluppo dell'Italia. «Senza il 5G - precisa Hedberg - dovremo rinunciare alle soluzioni evolute che si sono rivelate indispensabili per il lavoro e per lo studio, oltre che per l'intrattenimento». Per Hedberg l'azienda è pronta, ma ci sono ancora troppi ostacoli: «processi autorizzativi farraginosi, limiti elettromagnetici molto più stringenti rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europea, a cui si sono aggiunte le fake news sul legame tra il Covid-19 e il 5G».
Una situazione che rischia di far perdere al Paese il vantaggio accumulato nella fase di sperimentazione delle tecnologie di quinta generazione. Secondo un recente report della società di consulenza Incites, che analizza la predisposizione degli Stati UE per lo sviluppo del 5G, l'Italia è all'avanguardia per quanto riguarda la tecnologia e l'infrastruttura, ma viene penalizzata nel ranking generale proprio per la debolezza legata al quadro regolatorio e a quello delle policy.

Fondamentale investire sulle competenze

Un altro aspetto molto importante su cui esistono ampi margini di crescita, in base all'indagine, è quello che riguarda il capitale umano. Per Hedberg è quindi «fondamentale investire sulle competenze». Secondo l'ad di WindTre, «la collaborazione tra aziende, università e policy maker in un ecosistema virtuoso di partnership pubblico-private, è in grado di favorire la valorizzazione dei talenti». Un esempio positivo, per il ceo del gruppo, è rappresentata dalla sperimentazione condotta a Prato e L'Aquila: «abbiamo lavorato fianco a fianco con le istituzioni e le università locali in modo davvero efficace per sperimentare soluzioni innovative in ambiti quali la salute, la sicurezza, l'agricoltura e la cultura. Abbiamo individuato opportunità concrete per il futuro delle nostre città, ma anche le skill necessarie al loro sviluppo. Il mio augurio è che questo modello positivo venga ora applicato su scala nazionale».

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