la gara dei 9 passi dolomitici

Winter Marathon 2018, quando l'automobilismo d'epoca incontra la montagna

di Simonluca Pini

3' di lettura

Storia, natura e competizione. Come non accadeva da anni la Winter Marathon ha offerto uno spettacolo unico ai partecipanti e al pubblico, grazie all'abbondante neve presente lungo gli oltre 400 chilometri del percorso con partenza da Madonna di Campiglio. Per festeggiare i 30 anni di attività della gara di regolarità riservata a vetture costruite tra il 1928 e il 1975, l'edizione 2017 ha visto un nuovo format diviso con due tappe oltre ai trofei speciali sul lago ghiacciato.

Prima di scoprire la nostra Winter Marathon, seguita a bordo della nuova Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid, bisogna rendere merito all'equipaggio vincitore composto da Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini. A bordo di una Fiat 508 S Balilla Sport del 1933, i portacolori della Scuderia Franciacorta Motori hanno tagliato il traguardo a Madonna di Campiglio in prima posizione dopo aver percorso 410 chilometri, 9 passi dolomitici e 60 prove cronometrate. Oltre 100 equipaggi al via Per ogni appassionato di auto d'epoca la Winter Marathon rappresenta un appuntamento imperdibile.

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Nel parco chiuso allestito a Madonna di Campiglio era presente un lungo elenco di modelli che hanno fatto la storia dell'automobilismo mondiale, a partire dalle Fiat ante guerra fino a vetture iconiche come il Maggiolino o la Mini. Tra i marchi Porsche poteva contare su 32 vetture partecipanti, tra cui una 356 Speedster del 1956 e una 911 RS del 1973 schierate dalla filiale italiana.

Trofeo Eberhard
Come tradizione i primi 32 classificati si sono sfidati sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio per conquistare la vittoria dell'ambito Trofeo Eberhard. Dopo una sfida al centesimo di secondo hanno trionfato Ezio Sala e Gianluca Cioffi su Lancia Aprilia del 1937 che, con un tempo di 51”.99 - hanno battuto Riccardo Roversi e Michele Bellini su Lancia Aurelia B20 del 1954 autori di un 52”.04; al terzo posto Andrea Belometti e Doriano Vavassori su Fiat 508 C del 1937. I vincitori hanno conquistato 3 orologi della collezione Tazio Nuvolari, consegnati ai piloti dall'AD di Eberhard & Co. Mario Peserico e dal Campione del Mondo Rally Miki Biasion.

Non solo auto
La partecipazione alla Winter Marathon è stata l'occasione anche per conoscere meglio Madonna di Campiglio grazie alle attività organizzate dal Porsche Ski Club. Se nell'Hotel Majestic Mountain Charme abbiamo ritrovato quel clima familiare ormai dimenticato in molte catene alberghiere, la Famiglia Maturi lo gestisce da oltre 50 anni, le piste da sci del comprensorio ci hanno ricordato l'importanza di impianti ben collegati e facilmente raggiungibili dove ci si può dimenticare dell'auto. Per chi non scia non mancano tanti itinerari da percorrere con le ciaspole ai piedi (attenzione sempre al meteo e al livello di difficoltà) oppure ci si può far trainare dai cani da slitta grazie alla scuola di Sleddog nella Piana di Nambino. Tra i ristoranti, oltre agli immancabili pranzi nei vari rifugi lungo le piste, merita una visita il Dolomieu all'interno del DV Chalet Hotel. A dirigere la cucina il giovane chef Enrico Croatti insieme ad una brigata di ancor più giovani cuochi (l'età media non supera i 25 anni), capaci di offrire una cucina basata in larga parte sui prodotti del territorio. Il valore aggiunto del ristorante diretto dallo chef riminese è l'ambiente informale, non sempre facile da trovare in una sala stellata.

Temperature glaciali
Al contrario degli equipaggi in gara, molto spesso al volante di vetture cabrio con temperature fino a 10 gradi sotto zero, la nostra Winter Marathon è stata all'insegna della comodità mentre passavano località come Ortisei, Corvara, Arabba e Canazei, dove siamo stati accolti da un pubblico da grandi occasioni. Tra i passi come Gardena, Campolongo e Pordoi la Panamera ha mostrato una precisione di guida invidiabile pensando agli oltre 5 metri di lunghezza, mentre grazie ai fari con tecnologia Matrix Led non abbiamo avuto difficoltà anche nei passaggi più bui.

Prestazioni e rispetto dell'ambiente
Oltre alla passione legata alle auto, la Winter Marathon è il modo migliore per conoscere 9 passi dolomitici da una prospettiva unica. Nel nostro caso ci siamo goduti un tramonto indimenticabile sul Pordoi dall'abitacolo della Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid, ammiraglia del marchio di Zuffenhausen accreditato di una potenza di 680 cavalli. La particolarità del modello tedesco è che la generosa cavalleria a disposizione arriva da un mix tra propulsore termico e motore elettrico, soluzione che garantisce prestazioni da supercar ma allo stesso tempo permette di viaggiare a emissioni zero. Se non abbiamo potuto provare l'accelerare da 0 a 100 km/h coperta in soli 3.4 secondi, abbiamo percorso diversi tratti del percorso in modalità completamente elettrica grazie all'autonomia fino a 49 chilometri.

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