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Wirecard al collasso: avviata la procedura di insolvenza. Scholz: sorveglianza da ripensare

Nuova svolta per il gruppo tedesco dopo il buco di bilancio da 1,9 miliardi

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(REUTERS)

Nuova svolta per il gruppo tedesco dopo il buco di bilancio da 1,9 miliardi


2' di lettura

Il consiglio di amministrazione di Wirecard, societa' tedesca attiva nel settore delle tecnologia applicata ai servizi finanziari con sede ad Aschheim, ha deciso oggi di presentare una domanda di apertura di una procedura di insolvenza presso il tribunale distrettuale competente di Monaco a causa di imminente insolvenza e indebitamento eccessivo. La domanda di insolvenza potrebbe essere presentata anche dalle filiali del gruppo, che opera a livello mondiale.

«Il cda di Wirecard ha oggi deciso di presentare al Tribunale di Monaco competente una richiesta per l'apertura di un procedimento di insolvenza per il rischio di incapacità di pagamento e sovraindebitamento», ha comunicato l'impresa. «Si verifica se si debba presentare una richiesta di insolvenza anche per le controllate di Wirecard», ha aggiunto.

Nei giorni scorsi il gruppo fintech aveva annunciato che fosse più che probabile che la somma di 1,9 miliardi, irreperibile in bilancio, non esistesse. Per questo motivo, Wirecard ha dovuto correggere i conti e «degli effetti non sono esclusi». Sulla Borsa di Francoforte il titolo è crollato di nuovo, precipitando dell’80% fino a 2,50 euro.

Le banche creditrici

La decisione impatta direttamente sul gruppo di circa 15 banche guidate da ABN Amro Bank NV, Commerzbank AG e ING Groep NV che stavano negoziando i prossimi passi con l'azienda sull’esposizione da 1,75 miliardi di euro. I colloqui sui passi successivi con i finanziatori si sono interrotti bruscamente con la dichiarazione di insolvenza che ha sorpreso alcune banche.

Scholz: ripensare la sorveglianza

Il caso Wirecard costituisce «uno scandalo di cui è difficile trovare equivalenti», ha detto il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz, sollecitando un rafforzamento delle strutture di sorveglianza, che a suo avviso vanno «ripensate». «Ho dato incarico al ministero di presentarmi un nuovo concetto - ha aggiunto - Il Bafin deve essere in grado di fare verifiche velocemente», ha concluso.

Nei giorni scorsi i creditori avevano concesso a Wirecard una breve sospensione, decidendo di non forzare l'impresa a rimborsare immediatamente i prestiti mentre valutavano le prospettive a lungo termine della società.

Il ruolo del fondatore

Markus Braun, fondatore di Wirecard e fino a venerdì scorso ceo della società tedesca di fintech, è stato fermato nei giorni scorsi e successivamente rilasciato su cauzione. Tra le condizioni del rilascio di Braun, oltre la cauzione da 5 milioni di euro, c'è l'obbligo di firma una volta a settimanaddd

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