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Wizz Air brucia le tappe. Il ceo Varadi: «Il recupero ci sarà entro un anno»

Il vettore low cost ungherese punta ad operare con il 70% della capacità entro dicembre. «Nel 2023 avremo raddoppiato il nostro business in Europa»

di Mara Monti

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(IMAGOECONOMICA)

Il vettore low cost ungherese punta ad operare con il 70% della capacità entro dicembre. «Nel 2023 avremo raddoppiato il nostro business in Europa»


3' di lettura

«Se non ci saranno altri focolai del virus pensiamo di tornare ad essere completamente operativi nel giro di 12 mesi, nell’estate 2021». Il ceo di Wizz Air Jozsef Varadi è fiducioso nella ripresa veloce del trasporto aereo, almeno per la sua compagnia basata in Ungheria, uno dei paesi europei meno colpiti dal Covid-19. «Nel suo complesso il settore ritiene di che ci vorrà più tempo per recuperare, almeno fino al 2023. Ma noi entro quella data avremo già raddoppiato il nostro business in Europa».

Meglio di Ryanair

Se le crisi offrono opportunità a chi le sa cogliere, di certo è il caso di Wizz Air: a giugno il vettore ha trasportato 500mila passeggeri, più della sua rivale Ryanair che si è fermata a 400mila. E’ stata la prima a ricominciare ad operare all’inizio di maggio mentre tutti gli altri concorrenti avevano ancora gli aerei a terra. Nei mesi del lockdown ha aperto nuove basi a Milano Malpensa, Abu Dhabi, Tirana e Larnaca (Cipro), aggiunto 110 nuove destinazioni, ha sferrato il colpo nel principale hub di easyJet, London Gatwick. A Londra dove Wizz Air opera dall’aeroporto di Luton, Varadi vuole mettere un piede là dove molte compagnie hanno deciso di uscire come British Airways, proprio mentre il governo inglese annunciava la fine della quarantena per i passeggeri provenienti da 59 paesi, compresa l’Italia.

«La nostra strategia commerciale e la nostra posizione finanziaria sono i nostri punti di forza che ci consentono di posizionarci meglio - ha spiegato il ceo al «Sole 24 ore» in una intervista telefonica -. Molte compagnie hanno dichiarato che potrebbero impiegare dai due ai tre anni per tornare ai livelli del 2019. Noi pensiamo di farcela entro un anno».

Varadi ieri era a Milano Malpensa per inaugurare i primi 5 nuovi voli su 20 che partiranno a luglio (oltre ai 13 già operativi da Bergamo Orio al Serio) e la nuova base dove saranno posizionati 5 Airbus 321. La ultra low cost, vettore leader nell’Europa dell’Est, non fa previsioni per l’anno in corso: al momento opera con 52% della capacità, dopo averla ridotta del 93% e l’85% della flotta a terra nei momenti duri della crisi, lontano dai dati dello scorso anno quando gli aerei volavano con il 95% dei posti occupati.

Con tariffe da 29,9 euro i passeggeri stanno premiando il vettore. «Stiamo adottato tutte le misure di controllo sanitario a bordo dei nostri aerei e i passeggeri vogliono soltanto partire per tornare a visitare amici e parenti e mettere una pausa alla periodo delle restrizioni». La compagnia ringrazia: «Siamo entrati nella fase della crisi ben posizionati dal punti di vista finanziario e il nostro modello di business point-to-point ci sta favorendo: entro la fine dell’anno opereremo con il 70-80% della nostra capacità».

Contrario agli aiuti di Stato

Wizz Air il cui titolo è quotato alla Borsa di Londra, ha chiuso lo scorso 31 marzo l’anno finanziario 2020 con un fatturato in crescita del 19% a 2,8 miliardi di euro, profitti +29,9% a 344,8 milioni di euro, passeggeri trasportati 40 milioni (+16%) e soprattutto una liquidità disponibile a fine marzo di 1,5 miliardi du euro, sufficiente per garantire i rimborsi dei biglietti per i voli cancellati a causa delle restrizioni e avere una autonomia di almeno un anno se la pandemia fosse durata più a lungo. Drastiche le misure per tagliare i costi dalla riduzione del personale del 19%, al taglio dei salari del 14% e delle remunerazioni del management del 22 per cento. Varadi che si è sempre detto contrario agli aiuti di Stato, dal governo inglese ha ricevuto 300 milioni di sterline dal programma di aiuti Covid Corporate Financing Facility (CCFF).

La strategia del vettore in questi mesi di lockdown non si è fermata alla sopravvivenza come la maggior parte delle low cost europee. Nessuna cancellazione degli oltre 260 ordini di A321 di cui 20 della nuova versione A321XLR da inserire nell’attuale flotta di 122 velivoli: «Guardiamo avanti investendo della compagnia» sempre che una nuova ondata del virus non freni gli entusiasmi.

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