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Wolf Messing, l’uomo che predisse la fine di Hitler

di Armando Torno


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2' di lettura

Mikhail Iskov è uno scritture russo e ha pubblicato non poche biografie romanzate. Quel genere che cerca di coniugare la storia con le necessarie sistemazioni del personaggio preso in esame.
Si è occupato, per esempio, di Nabucodonosor o della lussuriosa Semiramide, degli imperatori romani Marco Aurelio, Adriano o Traiano; si è dedicato al conquistatore Cortés o dell'alchimista e avventuriero francese del secolo dei Lumi, il Conte di Saint-Germain. E ora esce in italiano il ritratto di un personaggio inquietante. Il titolo di tale biografia romanzata è “Wolf Messing. Il medium di Hitler e Stalin” (Edizioni Jouvence, pp. 472, euro 26).

Scritto in prima persona, ricco di dettagli, questo libro racconta un'incredibile e sconvolgente storia, senza però mai rivelare la natura dei poteri del singolare protagonista.

La tesi di Iskov è presto riassunta: Messing fu un sensitivo e veggente dotato di capacità uniche, che venne in contatto con personaggi quali Einstein o Freud. In particolare, il destino di questo medium s'incrociò con quelli di Hitler e Stalin. Messing rivelò che se il Führer avesse invaso la Polonia, nel volgere di qualche anno sarebbe morto. La notizia, concordano le cronache, fu data in un teatro di Varsavia. E le parole pronunciate sarebbero state queste: “Hitler morirà se si rivolge verso l'Oriente”.

Quando tale notizia raggiunse le alte sfere del Terzo Reich tedesco, sulla testa del veggente fu posta la taglia di 200 mila marchi, una cifra allora iperbolica. Messing deve essere stato anche catturato dai tedeschi, ma fece uso di ogni suo potere mentale, per costringere le guardie a ritrovarsi in un ufficio; approfittando di tale situazione riuscì a liberarsi, riparando in Unione Sovietica.

Finì a Gomel, in Bielorussia, correva il 1940. Davanti a una platea gremita fu fermato da due uomini in divisa, che salirono sul palco. Le guardie annunciarono la fine dello spettacolo e Messing fu “portato in una stanza che pareva una camera d'hotel. Poi accompagnato in un'altra camera. Arrivò poco dopo un signore coi baffi: era Stalin“.

    Sarà vero o no, comunque Iskov ritiene che il medium rivelasse in seguito al capo comunista, dopo alcune dimostrazioni dei suoi poteri date al Cremlino, che i carri armati sovietici sarebbero entrati a Berlino nel 1945. E Stalin, nonostante fosse un materialista convinto, non sottovalutava mai le profezie di persone come Messing.

    Che cosa faceva questo tra l'altro mago? Quasi sicuramente era un eccezionale mentalista, e le sue possibilità si esprimevano nelle tecniche di lettura del pensiero, utilizzando principalmente la lettura muscolare. Messing, per esempio, chiedeva al pubblico di pensare a una o più cose che lui stesso avrebbe dovuto trovare, facendogliele scrivere su un foglio, subito sigillato in una busta. Il medium camminava tra il pubblico, si fermava davanti a uno spettatore scelto dallo scrivente, e gli levava dalle tasche gli oggetti elencati.

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