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Woolmark sceglie l’Italia come vetrina «perfetta»

di Giulia Crivelli

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Jamila Pandolfo (sx) vincitrice del concorso Wool Wonders


2' di lettura

Negli ultimi anni Woolmark Company ha intensificato l’impegno per promuovere la cultura della lana merino in Europa e in particolare in Italia. Moltissime le iniziative ideate insieme a marchi della moda e del lusso e a scuole e istituzioni. È un gioco “win-win”, dove vincono tutti, come dicono gli americani: far comprendere il valore della materia prima, la lana merino in questo caso, aiuta produttori e allevatori, i marchi e i consumatori finali. Sembra il momento storico giusto per un’operazione simile: i Millennials (i nati dopo il 1980) sono i consumatori del futuro, ma anche gli imprenditori e gli allevatori del futuro e tra le molte caratteristiche di questa generazione c’è il desiderio di maggiore consapevolezza.

Pitti è l’ultima vetrina in ordine di tempo per la lana merino: grazia al progetto Guest Nation di Fondazione Pitti Immagine Discovery e Woolmark Company, a Firenze da oggi ci sono otto giovani designer australiani, selezionati in collaborazione con l’Australian fashion chamber. È la prima volta che stilisti australiani vendono inseriti in un evento internazionale di moda e a ciascuno è stato chiesto di realizzare la loro collezione P-E 2018 utilizzando lana merino australiana.

Sempre in tema di sostegno ai giovani, il 24 maggio a Firenze erano stati annunciati i vincitori del concorso Wool Wonders, organizzato dall’ambasciata d’Australia e dal Polimoda, in partnership con Woolmark Company. Il progetto ha coinvolto gli studenti di fashion design dell’istituto fiorentino, invitati a progettare e realizzare un capo in jersey di lana australiana e ispirato all’Australia. Il premio per la vincitrice, Jamila Pandolfo, 22enne di Verona, è un tirocinio di 4 settimane presso la scuola di moda della University of technology Sydney e il Museum of applied arts and sciences (Maas).

Il 10 maggio invece Woolmark aveva annunciato alcuni importanti cambiamenti per l’International Woolmark Prize, fra i concorsi più noti del settore moda. Aumenta il montepremi e viene introdotto l’Innovation Award, che coinvolge le aziende tessili che supporteranno i giovani designer nello sviluppo di tessuti e filati di lana innovativi.

Venendo alle partnership con aziende, il 16 maggio era stata presentata a Milano la capsule collection Wool Denim, nata da una collaborazione con il gruppo Max Mara (1,4 miliardi il fatturato 2015, ultimo dato disponibile). La collezione è composta di capi in denim al 100% in lana merino e su ogni giacca, vestito, pantalone ci sarà per la prima volta una doppia etichetta, di Max Mara e di Woolmark. «Il tessuto riesce a unire la resistenza del jeans alla preziosità e morbidezza della lana ed è tinto con ricette ecologiche, che limitano l’uso dell’indaco, colorante potenzialmente nocivo per l’ambiente», avevano spiegato in quell’occasione Laura Lusuardi, Max Mara fashion coordinator, e Francesco Magri, country manager e director di Woolmark Company per Italia e Spagna.

Spostandosi da Milano a Roma, Woolmark ha lasciato il segno agli Internazionali d’Italia, il più importante torneo di tennis del nostro Paese: Australian, in collaborazione con Woolmark Company e Suedwolle Group Safil, Marzotto Fabrics e Zegna Baruffa Lane Borgosesia, ha sviluppato una collezione in lana merino e poliammide tecnico, composta da una polo, una giacca e un maglione che ha vestito, tra gli altri, i giudici di linea, i cameramen e lo staff tecnico.

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