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World’s Best Bars: tre italiani tra i primi 50 locali al mondo

Il Connaught Bar di Londra, con l’italiano Agostino Perrone a capo dei cocktails vince ancora l’«Oscar dei bar». Il Camparino in Galleria di Milano entra al 27esimo posto

di Maurizio Maestrelli

Lo staff del Camparino in Galleria che entra nella 50 World’s Best Bars in 27esima posizione

2' di lettura

Per chi lavora nel mondo dei cocktail bar la notte della World's 50 Best Bars è paragonabile a quella degli Oscar. Forse solo un po’ meno glamour. Ma in termini di importanza e di “peso” per i professionisti e i locali che rappresentano ha più o meno lo stesso valore. La classifica infatti non solo consacra il successo del locale, ma ne moltiplica la visibilità, il successo tra la clientela di appassionati e, ovviamente, anche il fatturato.

Entrare nell'Olimpo non è facile e i meccanismi sono piuttosto misteriosi, tant'è che assistendo alla diretta da Londra sembra in qualche momento di stare su un ottovolante. Locali che nel 2019 e nel 2020 avevano su di sé il raggio di luce della 50 Best sono spariti nell'oscurità, oltre la centesima posizione, altri invece sono improvvisamente apparsi nella Top 50.Le ragioni possono essere diverse, soprattutto in un 2020 che ha visto molti locali, in diverse parti del mondo, restare con le serrande abbassate per le misure governative prese in funzione anti Covid.

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Le buone notizie per il bartending italiano non sono comunque mancate, a partire dal debutto per la prima volta nella high society dello shaker del Camparino in Galleria, istituzione “storica” del capoluogo lombardo e regno del Campari Seltz e dello Shakerato ma che, da qualche anno a questa parte, ha dimostrato di essere capace di ricerca e di innovazione. E se il Camparino entra nella Top 50 con un più che rimarchevole ventisettesimo posto, migliorano le loro posizioni anche altri due locali italiani come il 1930, lo speakeasy che fa parte della galassia di locali milanesi capitanata da Flavio Angiolillo, che sale dal venticinquesimo al ventesimo gradino e il romano Drink Kong di Patrick Pistolesi in grado di fare un balzo dalla quarantacinquesima alla diciannovesima posizione giustificando così appieno il premio ottenuto nel 2019, sempre dalla World's 50 Best, come “One to watch”, ovvero come locale promettente.

Che poi gli italiani sappiano farsi valere in materia di bartending nel senso più ampio del termine, quindi non solo nelle capacità tecniche ma anche nel savoire faire, nell'accoglienza e nello stile che sono requisiti altrettanto necessari per essere considerati dei cocktail bar d'eccellenza, lo dimostrano le posizioni di vertice della classifica mondiale.
Il Paradiso di Barcellona, sul podio 2021 al terzo posto, è guidato ad esempio da Giacomo Giannotti, italiano di Carrara e habitué della 50 Best. E infine Agostino Perrone, leader insieme a Giorgio Bargiani e Maura Milia, di un team tutto italiano al Connaught Bar di Londra: dopo il trionfo del 2020 si sono ripetuti anche quest'anno. Due primi posti consecutivi e, dettaglio fondamentale in una classifica che ha dimostrato poter essere parecchio ballerina, sempre presenti nella Top 10 fin dal 2015. Chapeau.

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