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Wsj: Facebook lavora a sezione news, ma pagherà solo alcuni editori

Il social di Mark Zuckernerg sarebbe in contatto con diverse testate per pubblicare le loro notizie in una sezione dedicata delle time line degli utenti

di Marco lo Conte


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2' di lettura

Per ora si sa solo che la data di partenza è fine ottobre e che appariranno in fondo allo schermo: ma sono ancora molti i dettagli da capire sullo sbarco delle notizie su Facebook, novità eclatante che porta a un livello avanzato la relazione tra il social media fondato da Mark Zuckerberg e gli editori di notizie, che da anni hanno un rapporto contrastato con la piattaforma.

Da chiarire innanzitutto la remunerazione di chi le notizie le produrrà, ossia le circa 200 testate coinvolte nell’operazione: a quanto è dato sapersi al momento solo il 25% circa verrà remunerata e non mancano interrogativi in relazione alla sua modalità (Traffico generato? Interazione? Engagement?).

Facebook prevede di utilizzare i dati di traffico sulla pagina di notizie come base per la scelta di quali editori saranno inclusi come fornitori di notizie in arrivo.

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Quel che è certo, secondo il Wall Street Journal, è che il social media più importante al mondo sarebbe in contatto con testate del calibro di Dow Jones, Washington Post, New York Times, Business Insider, BuzzFeed, HuffPost e Philadelphia Inquirer per pubblicare le loro notizie in una sezione dedicata delle time line degli utenti.

Utenti che ovviamente già leggono le notizie che gli editori postano sulla piattaforma, come si diceva, ma senza una remuerazione connessa (se non l’incremento del traffico generato) e fornendo di fatto al social di Mark Zuckerberg dati di profilazione di una fetta del proprio pubblico.

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Secondo il Wsj il piano ricorda quello messo già in campo per la piattaforma di video Watch, lanciata dal social network nel 2017. A scegliere le notizie “Top news” e a titolarle (dettagli non trascurabile) un team di 25 redattori, coordinato a quanto sembra dal premio Pultzer Anne Kornblut, con un passato al Washington Post, al New York Times e al Boston Globe. Un algoritmo, invece, si occuperà delle sottosezioni come sport o spettacoli. Ovviamente gli utenti potranno adattare il feed delle notizie alle proprie esigenze e alla “dieta editoriale” preferita.

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«Abbiamo lavorato a stretto contatto con le testate giornalistiche per enfatizzare le segnalazioni originali e rendere molto più facile trovare le notizie più rilevanti», afferma Campbell Brown, vicepresidente delle partnership globali di notizie di Facebook.

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