Il magnate russo

Per Abramovich e due negoziatori ucraini sintomi da avvelenamento

Lo riporta il Wall Street Journal, citando tra i sintomi l’arrossamento degli occhi, lacrimazione costante e dolorosa e desquamazione sul volto e le mani. Le loro condizioni sono ora migliorate e non sono in pericolo di vita

Roman Abramovich (Epa)

2' di lettura

Roman Abramovich e almeno due componenti della delegazione ucraina impegnata nei negoziati con la Russia hanno sofferto sintomi di avvelenamento dopo un incontro a Kiev all’inizio del mese. Lo riporta il sito del Wall Street Journal, citando tra i sintomi l’arrossamento degli occhi, lacrimazione costante e dolorosa e desquamazione sul volto e le mani. Le loro condizioni sono ora migliorate e non sono in pericolo di vita. Un portavoce del magnate russo ha confermato la notizia. Abramovich ha anche perso la vista per alcune ore, secondo quanto riporta il Financial Times.

Le cause dei sintomi non sono chiare, ma secondo il quotidiano Usa le vittime incolpano i falchi di Mosca, desiderosi di sabotare i negoziati di pace. Esperti occidentali hanno esaminato l’incidente, concludendo che è difficile determinare se i sintomi sono stati causati da agenti chimici, biologici o da qualche tipo di attacco con radiazioni elettromagnetiche.

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Una fonte di intelligence americana ha detto all’agenzia Reuters che le origini dei sintomi sono di tipo «ambientale», non si tratterebbe dunque di un avvelenamento vero e proprio.

Il consigliere della presidenza e capo negoziatore ucraino Mikhailo Podolyak smentisce invece le accuse di avvelenamento. Lo riporta The Kyiv Independent citando Hromadske. Si tratta di una «speculazione», ha detto Podolyak aggiungendo che tutti i negoziatori ucraini «lavorano come al solito».

«Bellingcat può confermare che tre membri della delegazione che hanno partecipato ai colloqui di pace tra Ucraina e Russia nella notte dal 3 al 4 marzo 2022 hanno manifestato sintomi compatibili con avvelenamento con armi chimiche. Una delle vittime era l’imprenditore russo Roman Abramovich». Lo sottolinea in un post su Twitter l’agenzia investigativa.

Abramovich all’inizio del conflitto è stato indicato dagli ucraini come possibile mediatore nei difficili negoziati con i russi e avrebbe partecipato ad alcune riunioni tra i negoziatori di Mosca e quelli di Kie, inclusa quella in cui sarebbe avvenuto il sospetto avvelenamento.

Abramovich è uno dei sette oligarchi russi nel mirino delle nuove sanzioni annunciate dal Governo britannico il 10 marzo scorso. Tutti i beni del miliardario in Gran Bretagna, dove risiede, sono stati congelati e lui è diventato persona non grata, perdendo il diritto di entrare nel Paese.

Nei giorni scorsi Solaris, lo yacht di lusso del miliardario russo, è stato avvistato al largo del porto di Bodrum, in Turchia. I governi europei hanno iniziato a sequestrare i beni degli oligarchi russi, tra cui quelli del 55enne proprietario del Chelsea, nell’ambito delle sanzioni contro l’invasione russa in Ucraina. Un gruppo di attivisti ucraini ha contestato a bordo di un canotto l’arrivo di Solaris nella località balneare turca.

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