ritorno alla normalità

Wuhan torna a sorridere: lockdown rimosso dopo due mesi di chiusura

Nella città cinese al centro dell’epidemia, le limitazioni di spostamento verranno eliminate due mesi e mezzo dopo il grande blocco

di Biagio Simonetta

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(Afp)

Nella città cinese al centro dell’epidemia, le limitazioni di spostamento verranno eliminate due mesi e mezzo dopo il grande blocco


2' di lettura

Questa storia finirà. Ce lo raccontano le cronache in arrivo da Wuhan, luogo dove la polmonite COVID-19 ha avuto origine. Il governo dell'Hubei ha fatto sapere in queste ore che il lockdown al quale la città è obbligata dallo scorso 23 gennaio, cesserà il prossimo 8 aprile. Ancora due settimane, quindi, e il territorio focolaio del coronavirus potrà tornare a una sorta di normalità.

Ad analizzare i numeri, insomma, si può dire che Wuhan – dove lunedì 23 marzo hanno riaperto la metropolitana - le limitazioni di spostamento verranno eliminate due mesi e mezzo dopo il grande blocco imposto da Xi Jinping. Circa 75 giorni in cui la città più provata da questa pandemia è stata completamente isolata non solo dal resto del mondo, ma anche dalla stessa Cina.

Un periodo lunghissimo, durante il quale interi quartieri sono rimasti chiusi, con le guardie del Partito Comunista Cinese che hanno vigilato affinché nessuno uscisse dalla sua area. Il tutto mentre gli ospedali cittadini erano al tracollo e i numeri di vittime e contagi crescevano a ritmo infernale.

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L'Hubei “libero” subito
Nel resto dell'Hubei, invece, la restrizione più stretta sarà abolita a partire da domani, 25 marzo, quando subentrerà un controllo diverso. Grazie alla tecnologia e a i codici QR rilasciati dalle autorità, infatti, i cittadini potranno muoversi se dimostrano che le loro condizioni di salute sono buone. Grazie al QR code, i cittadini dell'Hubei che si sposteranno nelle ricche città costiere per lavorare (come Shangai) non dovranno effettuare ulteriori giorni di quarantena.

Giova ricordare che l'Hubei conta 60 milioni di persone, mentre Wuhan 12 milioni. Numeri molto simili all'Italia e alla Lombardia. E proprio per questo è spesso il territorio preso in esame quando si studia l'andamento della curva epidemica.

Il lento ritorno alla nuova normalità
Come riferisce il China Morning Post, già prima dell'annuncio relativo allo sblocco di Wuhan, erano state prese misure all'insegna della normalizzazione della provincia dell'Hubei. Ad inizio settimana, due importanti case automobilistiche di Wuhan, Dongfeng Toyota e Dongfeng Motor hanno riavviato le loro linee di produzione.

L'ordine di tornare alla normalità era arrivato, venerdì 20 marzo, da una riunione del Comitato permanente dell'ufficio politico del Partito Comunista Cinese, che ha invitato Wuhan a ripristinare gradualmente le operazioni commerciali e il resto della provincia dell'Hubei a sollevare le misure di blocco in modo “ordinato”.

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Durante il weekend scorso, in molti hanno celebrato il ritorno in strada (i posti di blocco esistenti fra quartieri sono in fase di rimozione) con fuochi d'artificio. «L'intera città deve essere un'area a basso rischio per consentire alle persone di muoversi liberamente. Non vediamo l'ora che arrivi questo giorno» ha detto Wu Hao, della National Health Commission, alla CCTV.

I casi di nuovi contagi si sono praticamente azzerati, a Wuhan. Per quattro giorni non ci sono state nuove infezioni registrate, mentre nella giornata di martedì 24 marzo un medico dell'ospedale provinciale di Renmin è risultato positivo, creando non poche preoccupazioni. La ripresa sarà lenta e difficile, come abbiamo raccontato qui, ma la rimozione del lockdown a Wuhan, città madre di questa polmonite, è una luce vera in fondo al tunnel.

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