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X Factor 2021, vince Baltimora nella notte del ritorno dei Måneskin

Il producer anconetano s’impone davanti a giANMARIA e Bengala Fire. Passerella trionfale per i Coldplay. Va in soffitta un’edizione così così

di Francesco Prisco

I Maneskin ospiti della finale di X Factor

3' di lettura

Una volta tanto ha vinto il migliore. Il più dotato, quello che ha lavorato di più. È Baltimora il vincitore della 15esima edizione di X Factor Italia, la cui finale è andata in onda giovedì 9 dicembre su Sky Uno. Con il singolo Altro, elettropop sofisticato che mette in risalto le sue grandi doti vocali, si è imposto su giANMARIA (singolo vagamente pensoso, il suo: I sucidi), epigono ossigenato di Vasco Rossi con l’autotune incorporato. Terzi i Bengala Fire, band veneta Brit pop oriented, la vera sorpresa dell’edizione per qualità della proposta. Quarto Fellow, apparso non in giornata di grazia. Assente ingiustificato dalla finale, Erio.

Baltimora

E così va in soffitta anche l’edizione numero 15, quella del claim cobainista «come as you are» che avrebbe dovuto significare l’abbattimento di ogni barriera a seguito dell’abrogazione delle quattro categorie tradizionali, ma non ha fatto altro che darci l’ennesima conferma di quanto il format di Fremantle sia maturo. Passato a miglior vita (in quel di Viale Mazzini) il collaudato presentatore Alessandro Cattelan, l’amaro calice della conduzione è andato nelle giovani mani del nipote di Zoro, Ludovico Tersigni. Va bene che, dopo Zerocalcare e Castellitto figlio, Roma tira tantissimo, ma il ragazzo è apparso una specie di equivalente generico di Cattelan, uno che ha fatto quello che ha potuto. E in finale si è presentato in smoking, un po’ per sentirsi all’altezza della situazione, un po’ per sfottere. Come un liceale la sera del Mak P. Il cast dei giudici con un fuoriclasse come Mika, accanto a professionisti consumati della musica (e dei talent show) come Emma, Hell Raton e Manuel Agnelli, non ha invertito più di tanto l’inerzia di un’edizione così così.

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I Bengala Fire inciampano sul «best of»

Inciampano alla manche dei medley dei pezzi interpretati durante l’edizione i Bengala Fire, nonostante una prova a tutto Brit in cui si alternano tra gli Xtc di Making Plans for Nigel, i Blur di Girls & Boys, i Kinks di Sunny Afternoon e i Fratellis di Chelsea Dagger. Sarebbe il caso di istituire un premio Dipartimento scuola-educazione e assegnarlo loro contestualmente. Nazionale senza filtro il best of di giANMARIA: da Rimmel di Francesco De Gregori a Io sto bene dei Cccp passando per Jenny è pazza del Blasco nazionale, riscritte nelle liriche e inzeppate di autotune come si usa tra i gggiovani. Baltimora giganteggia destreggiandosi tra Un uomo che ti ama di Lucio Battisti, Parole di burro di Carmen Consoli e Turning tables di Adele e lì costruisce i presupposti della vittoria.

giANMARIA

Duetti coi giudici, esce subito Fellow

Alla manche dei duetti con i giudici, la prima della finale, esce Fellow, quella specie di internazionalizzazione del concetto di Riccardo Cocciante che si è trovato ad avere per forza di cose la peggio nel confronto con il giudice Mika e la sua Underwater, stavolta in versione emo. Baltimora in vena di virtuosismi ha reso onore a Otherside dei Red Hot Chili Peppers con Hell Raton che lo accompagnava simpaticamente alla batteria. Sguaiatissima gig per giANMARIA ed Emma su La nostra relazione di Vasco Rossi, mentre Manuel Agnelli difficilmente andava a migliorare l’egregio lavoro che i Bengala Fire facevano con In between days dei Cure.

I Coldplay ospiti internazionali della finale di X Factor

Il ritorno dei Måneskin, la passerella (frettolosa) dei Coldplay

Quanto agli ospiti, pur sempre di una finale parliamo: è la serata del ritorno trionfale dei Måneskin reduci dalla conquista dell’universo. I ragazzi, di bianco vestiti, aprono la puntata con la solita Beggin’, realizzata proprio per X Factor 2017, all’epoca senza grande convinzione da parte di Damiano. Col senno di poi, è diventata la loro incisione di maggior successo nel mondo. La band roccherrolle di Monteverde torna poco dopo la seconda manche, previo cambio d’abito d’ordinanza, con I wanna be your slave, l’immancabile Zitti e buoni con cui si è imposta a Sanremo ed Eurovision Song Contest e l’ultimo singolo Mammamia. Passerella trionfale anche per i Coldplay alle prese con i singoli Higher power e My Universe, dove spicca l’ospitata virtuale dei Bts in versione ologramma. Tirata, veloce, velocissima: per Chris Martin non c’è neanche il tempo di rispondere alle domane del povero Tersigni che si conferma il miglior attore non protagonista di un film su cui la produzione ha investito tantissimo. Ma i risultati non sembrano quelli attesi.

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