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Xerox-HP, il miliardario attivista Icahn spinge per la fusione

L’investitore è salito al 4,24% di Hewlett Packard e si dice favorevole ad un merger che può dare importanti sinergie

di Vittorio Carlini


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(REUTERS)

2' di lettura

«Penso che la fusione non sia un gioco da ragazzi (...)» ma «credo fortemente nelle sinergie». Così l’investitore attivista Carl Icahn ha dato il suo giudizio positivo al matrimonio tra Xerox e Hewlett Packard (HP). Si tratta di una presa di posizione importante non solo perchè l’ottantatreenne miliardario è una voce ascoltata a Wall Street. Bensì anche perchè, secondo quanto riportato dal Wsj, Icahn ha il 10,6% del capitale di Xerox e il 4,24% di HP.

I particolari dell’offerta
Insomma, l’operazione straordinaria proposta da Xerox ha trovato uno sponsor importante. L’offerta, va ricordato, ha un valore di circa 33 miliardi di dollari. In particolare Xerox propone 22 dollari per azione di cui 17 dollari cash e il resto attraverso uno scambio di titoli (0,137 azioni di Xerox per ogni titolo di HP). Si tratta, a ben vedere, di un shopping con molteplici suggestioni. Non solamente finanziarie. Le due società, infatti, un tempo erano giganti dell’industria tecnologica statunitensi. L’avvento dell’era digitale, però, ne ha appannato l’immagine e il business.

Il conto economico dei due attori
Già, il business. Nel terzo trimestre Xerox del 2019 ha riportato ricavi per 2,2 miliardi di dollari di fatto in linea con il dato del quarter precedente. C'è un calo, invece, rispetto allo stesso periodo del 2018. Sul fronte del margine operativo ricorrente la società delle stampanti, sempre al 30 settembre scorso, si è assestata il 12,1%. Si tratta, a ben vedere, di un dato più o meno simile a quello dei due quarter precedenti. E, comunque,
superiore all’operating margin adjusted dell'11,6% di fine 2018. Da Xerox a HP. Quest'ultima, sempre tra inizio luglio e fine settembre, ha raggiunto 14,6 miliardi di ricavi (+2% a valute costanti). L'utile netto per azione, dal canto suo, è stato di 0,58 dollari. Un numero in rialzo se confrontato con l’Eps del precedente periodo (0,52 dollari) e al di sopra delle stime.

Le sinergie
Di là dai numeri, va sottolineato che Xerox produce essenzialmente grandi stampanti e fotocopiatrici per il settore professionale. La grande parte dei sui circa 10 miliardi di ricavi è generata dal dare queste macchine in affitto e dai servizi legati alla gestione e manutenzione. HP, invece, vende soprattutto piccole “printer” oltre, ovviamente, essere uno dei più grandi produttori di computer. In tal senso, aveva già spiegato al Sole24ore
Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di strategia aziendale alla Sda Bocconi, l’eventuale «fusione ha la sua ragionevolezza. Da una parte potrebbe integrarsi l’offerta sulle stampanti di Xerox con i prodotti di HP indirizzati al retail; e, dall’altra, estendere la gamma prodotti della stessa Xerox con l’hardware realizzato di HP».

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