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Xi Jinping a Davos difende la globalizzazione

dal nostro inviato Vittorio Da Rold

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(AFP)


2' di lettura

DAVOS - «Molti dei problemi di oggi non sono affatto causati dalla globalizzazione. Per esempio le migrazioni dal Nord Africa e Medio oriente che hanno causato tanta apprensione e la crisi finanziaria di dieci anni fa». Così il presidente cinese Xi Jinping per la prima volta al 47° Forum economico di Davos nelle nevi svizzere, davanti a tremila rappresentanti del gotha internazionale in religioso silenzio.
«È vero che la globalizzazione ha creato nuovi problemi, ma questa non è una giustificazione per cancellarla, quanto piuttosto per adattarla», ha proseguito il presidente della Repubblica popolare cinese, con un riferimento alle forze anti-globalizzazione e populiste che hanno portato al potere Donald Trump negli Usa, votato per Brexit e per il no alle riforme costituzionali in Italia. «Piaccia o no, l'economia globale è l'enorme oceano dal quale nessuno può tirarsi fuori completamente». La globalizzazione, secondo Pechino, punterà in futuro a rendere il mondo più equo ed efficiente.

«Le regole del commercio sono rimaste indietro»
Il panorama industriale e commerciale mondiale è cambiato completamente, con nuove catene del valore globale, eppure «le regole del commercio globale non hanno seguito questi sviluppi. C'è una frammentazione delle regole», ha spiegato il presidente della Repubblica popolare cinese. La Cina sta conducendo un'offensiva diplomatica al Wto per ottenere lo status di economia di mercato che la metterebbe al riparo da eventuali dazi da parte degli altri membri che la accusano di aiuti di stato e di manipolare i cambi.

«Dobbiamo dire no al protezionismo»
«Dobbiamo dire no al protezionismo. Perseguire il protezionismo è come chiudersi dentro una stanza buia. Vento e pioggia possono pure restare fuori, ma resteranno fuori anche la luce e l'aria», ha detto Xi Jinping. «Nessuno uscirebbe vincitore da una guerra commerciale».

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«La Cina ha fatto passi coraggiosi per abbracciare il mercato globale. Abbiamo affrontato le onde più alte, ma abbiamo imparato a nuotare>, ha proseguito il presidente cinese Xi. Vero è che «la crescita globale è al livello più basso da sette anni e il commercio globale è debole. Cerchiamo nuovi effetti trainanti della crescita. L'intelligenza artificiale e la stampa in 3d sono le nuove frontiere», ha spiegato Xi ponendosi alla testa di quelle nazioni che investono nel futuro tecnologico.

Xi cita Lagarde
«Il direttore del Fmi Christine Lagarde mi ha detto che i mercati maturi e gli emergenti contribuiscono alla crescita per l'80%», ha aggiuto Xi, dando l'impressione di voler dare un messaggio di stabilità alla crescita globale in cooperazione con gli altri paesi.

Il paradosso
Xi, dunque, paradossi della storia, farà il paladino del libero scambio, mentre l'amministrazione americana sosterrà il protezionismo. Trump diverrà presidente a Washington proprio l'ultimo giorno della riunione del Wef di Davos. La domanda finale è la seguente: la globalizzazione sarà dunque salvata dai cinesi?

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