l’epidemia in cina

Xi in visita a Wuhan, allentate alcune misure di contenimento

I casi continuano a scendere, le autorità dell’Hubei consentiranno di nuovo di viaggiare dalle zone a basso e medio rischio

di R.Es.


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(AFP)

2' di lettura

È la visita che sancisce l’inizio della speranza per la Cina. Il presidente cinese Xi Jinping va a Wuhan, epicentro dell’epidemia di coronavirus, per la prima volta dall’inizio della crisi, mentre nel Paese scendono le nuove infezioni. Lunedì ne sono state registrate soltanto diciannove 19. Nella capitale della provinica dell’Hubei, chiusa dal 23 gennaio, il leader cinese riconosce gli sforzi effettuati incontrando e ringraziando il personale medico, i militari, la polizia e i volontari.

Meno contagi, nessuno «localmente trasmesso» fuori dall’Hubei
Per il terzo giorno consecutivo, lunedì, non ci sono stati contagi trasmessi localmente fuori dalla provincia dell’Hubei. Dei 19 casi registrati in totale, in calo rispetto ai 40 del giorno precedente, 17 infatti si sono verificati a Wuhan, uno a Pechino e uno nel Guangdong. Ma questi ultimi due, secondo le autorità sanitarie, sono stati portati dall’estero: dalla Gran Bretagna e dalla Spagna. Finora sono stati 69 i contagi “importati “ dalla Cina.

Chiusi tutti gli ospedali da campo
Intanto le autorità di Wuhan, capoluogo della provincia cinese dell’Hubei ed epicentro dell’epidemia di Covid-19, hanno chiuso gli ultimi due ospedali provvisori allestiti per accogliere i pazienti contagiati dal coronavirus, segnando così la chiusura di tutte e 16 le strutture dedicate in città. Gli ultimi 49 pazienti dimessi dall’ospedale di Wuchang hanno lasciato la struttura oggi.

Il problema del contagio di «ritorno»
Il problema per le autorità cinesi, adesso, è come impedire che il contagio, iniziato in Cina, dopo aver fatto il giro di quattro continenti, ritorni al punto di partenza. Per questo continuano, insistenti, gli avvertimenti sui rischi di nuova diffusione del virus a causa degli stranieri che viaggiano nel Paese e dei cinesi tornano in patria da focolai importanti dell’epidemia come l’Italia e l’Iran. Finora in Cina i contagi registrati sono stati 80.754 con 3.136 morti, in aumento - lunedì - di 17 rispetto al giorno precedente.

Dichiarazione di vittoria vicina? 
Dopo essere stata criticata a livello globale per la risposta tardiva e inefficace che ha permesso all’influenza da Covid-19, già da novembre, di diffondersi in maniera incontrollata, Pechino potrebbe essere pronta a dichiarare la «vittoria» nella guerra al virus. Ne è un segnale proprio la visita di Xi a Wuhan che finora era stata ritenuta troppo a rischio di contagio per il leader cinese. Le misure draconiane adottate a fine gennaio dalle autorità - con l’arresto previsto in caso di violazioni dell’obbligo di rimanere in casa - si sono accompagnate alla dichiarazioni retoriche di Xi . Il Global Times - tabloid del partito comunista cinese - ha scritto che «Xi ha personalmente condotto la guerra del popolo contro l’epidemia, fornendo indicazioni, scritte e orali, per il controllo e la prevenzione».

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