ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl presidente: «rispetto reciproco»

Xi: «Vogliamo l’intesa con gli Usa»

Leggero sollievo sui mercati, dopo le crescenti preoccupazioni sulla attesa «fase uno» dell’accordo commerciale in negoziazione. Tuttavia si moltiplicano le frizioni tra Washington e Pechino: tensioni nel Mar Cinese Meridionale.

di Stefano Carrer


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2' di lettura

Il presidente cinese Xi Jinping ha portato un leggero sollievo sui mercati finanziari internazionali sottolineando che la Cina intende davvero agire per arrivare alla «fase uno» dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti in fase di negoziazione.

«Non abbiamo iniziato questa guera commerciale e non è quello che vogliamo», ha detto Xi, intervenendo al New Economic Forum organizzato da Bloomberg LP nella Great Hall of the People a Pechino (al quale presenziano numerosi personaggi di alto profilo, tra cui l’ex segretario di Stato Henry Kissinger, che paventa una nuova guerra fredda).

Il presidente ha aggiunto che l’intesa va raggiunta su una base di «reciproco rispetto ed eguaglianza»: altrimenti «se necessario reagiremo di conseguenza, Ma abbiamo attivamente operato per cercare di non avere una guerra commerciale».

Nulla di trascendentale, insomma, ma - dopo che questa settimana ha pesato sulle Borse la preoccupazione che l’accordo iniziale possa non essere raggiunto - gli operatori hanno accolto bene il segnale lanciato da Xi, che si aggiunge all’invito rivolto dai cinesi ai principali negoziatori americani di tornare a Pechino per un nuovo round di colloqui faccia-a-faccia. Il tempo stringe : si avvicina la scadenza cruciale del 15 dicembre, quando dovrebbero scattare nuove sanzioni americane

Tensioni: dalle isole alle spie
A complicare la situazione, c’è un accumularsi di motivi di tensione e irritazione tra le due parti. Due navi da guerra americane sono entrate nei giorni scorsi nel Mar Cinese Meridionale, passando vicino a isole contese ma reclamate dalla Cina: oggi Pechino ha chiesto agli usa di smetterla con «azioni provocatorie» nell’area.

Mentre la legislazione appena approvata al Senato in relazione a Hong Kong ha fatto infuriare i cinesi, oggi il rappresentante americano a taipei, Brent Christensen, ha gettato altra benzina sul fuoco biasimando le “pressioni cinesi” in corso , attraverso vari mezzi, per influire sulle elezioni di gennaio a Taiwan.

Nuovi capitoli vengono aggiunti nell’altra «guerra» in corso: quella delle spie. Jerry Chun Shing Lee, ex membro della Cia che si è dichiarato colpevole di spionaggio in favore dei cinesi, sarà condannato oggi dal tribunale federale di Alexandria. Haitao Xiang, cittadino cinese ex dipendente di Monsanto (prima della cessione a Bayer) è stato incriminato nel Missouri per aver passato alla Cina segreti industriali.

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